disturbi dell'apprendimento

DISTURBI DELL’APPRENDIMENTO: COSA SPAVENTA I GENITORI

Disturbi dell’apprendimento: domande, paure e tanto altro.

Quando i genitori scoprono che il proprio figlio ha uno o più disturbi dell’apprendimento, inizia spesso un momento critico, per tutta la famiglia. Dopo la valutazione dello specialista, infatti, si apre un mondo pieno di domande, di paure e, talvolta di frustrazioni. Papà e mamma nutrono delle aspettative nei confronti dei loro bambini, li vedono già grandi, realizzati. Chi se lo immagina avvocato, chi medico, chi insegnante…quasi sempre vede il proprio figlio fare una professione che richiede un alto grado di scolarizzazione.

E poi, come un fulmine a ciel sereno, ecco il piombare di questa diagnosi: disturbo dell’apprendimento, conosciuto anche come DSA.

Disturbi dell’apprendimento: tutte le sfaccettature

La situazione che si prospetta è complessa e il modo migliore per affrontarla, è sicuramente quello di considerarla in tutte le sue sfaccettature, partendo dalle varie figure che si intersecano quotidianamente. In primis,

  • Ci sei tu, genitore, con tutte le le tue domande: a quale porta devo bussare adesso? Neuropsichiatra? Pedagogista? Psicologo? Logopedista? Di quali aiuti ha bisogno mio figlio? Ma soprattutto, quale futuro dovrà affrontare?
  • C’è tuo figlio, che, specialista dopo specialista, voti negativi, continui confronti con i compagni rispetto ai quali si sente lento, diverso, ha percepito che “qualcosa non funziona”;
  • C’è la scuola, per la quale, inutile nasconderlo, un DSA rappresenta un caso difficile, sia a causa di tutta la burocrazia che deve sostenere (molto spesso, il PDP- il piano didattico personalizzato che deve predisporre per lo studente è il risultato di un iter più teorico che pratico), per la carenza di insegnanti di sostegno, per la difficoltà ad attuare strategie didattiche inclusive adeguate;
  • Ci sono i cosiddetti strumenti compensativi e dispensativi(mappe mentali, computer, calcolatore ecc…) ai quali tuo figlio ha diritto. Nella normativa sono solo elencati e quindi, di fatto, ogni insegnante è costretto a interpretarli a proprio modo.

Disturbi dell’apprendimento: la storia di Samantha

Per darvi un orientamento, vi racconto, grazie alla mia esperienza di school coach, la storia di Samantha. Alla nostra protagonista è stata diagnosticata la dislessia, quando faceva la scuola primaria, e ora è una giovane donna, laureanda in ingegneria. Proprio così!

Samantha, in seconda elementare, veniva spesso derisa dai suoi compagni, perché quando leggeva ad alta voce commetteva tanti errori ed era molto lenta. Mentre per gli altri bambini le sillabe erano già chiare, per lei rappresentavano le lettere di un codice segreto indecifrabile. Faceva confusione tra la p con la b, leggeva “talo” al posto di “tavolo”, “fiola” anziché “viola”.

disturbi dell'apprendimento

Poi, ecco arrivare la segnalazione della scuola, poiché anche le insegnanti avevano notato le difficoltà della bambina e hanno convocato i genitori. Papà e mamma hanno reagito con coraggio, prendendo in mano la situazione immediatamente e hanno accompagnato la loro figlia da un neuropsichiatra infantile. Dopo la diagnosi, è iniziato per Samantha un lungo percorso di riabilitazione da una logopedista, per cercare di migliorare la velocità e la correttezza della lettura.

Durante i compiti è stata affiancata da una tutor, con la quale ha trovato un metodo di studio adatto a lei e poi, con il tempo, è diventata sempre più autonoma.

La nostra bambina, nonostante le difficoltà non ha mai smesso di sognare, è diventata grande e ora si è iscritta alla facoltà di ingegneria.

Il DSA è una difficoltà, non un impedimento

Vi ho raccontato questa storia perché voi capiate che, nonostante una diagnosi più o meno pesante di DSA, la vita di vostro figlio non subirà delle preclusioni tali che possano impedirgli di avere, da grande, una carriera soddisfacente.

Un bambino con disturbi d’apprendimento, può sviluppare un’importante creatività di pensiero, arrivando a comporre in modo fantasioso e, perché no? Inventare la trama di un romanzo!

Sapevate che Agatha Christie, la famosissima scrittrice di gialli, soffriva anche lei di dislessia?

Nella storia, ci sono moltissimi esempi di “dislessici famosi”: da J. F. Kennedy, a Robbie Williams, a  Albert Einstein, a Giulio Cesare, a Pablo Picasso. Tra i famosi, cito sempre anche Noel Gallagher, che con suo fratello Liam, ha dato vita agli Oasis.

Noel, da bambino, amava tantissimo la musica, ma la dislessia gli rendeva davvero difficile leggere le note, eppure è diventato uno dei maggiori chitarristi e cantanti pop degli anni ’90.

La vera difficoltà dei bambini che soffrono di disturbi dell’apprendimento è sicuramente il rischio di perdere autostima e di non avere più fiducia nelle proprie capacità. Alcuni diventano apatici, perché vedono inutile qualunque tipo di impegno, dato che i risultati non saranno sempre soddisfacenti. Anzi.

Rischio di demotivazione

La condizione del bambino con DSA è di solito questa: tende a demotivarsi, a sbuffare quando deve andare a scuola e fare i compiti, perché per lui è uno sforzo enorme.

Si, è vero: a volte i ragazzi “ci marciano”: giustificano il loro mancato impegno attribuendo la colpa non alla loro svogliatezza, ma alla dislessia, o alla difficoltà di concentrarsi.

Tuttavia, effettivamente, prima o poi, rischiano seriamente di andare incontro a delle frustrazioni e finiranno per convincersi di non essere all’altezza!

Questo accade più frequentemente quando il trattamento vero e proprio del disturbo, viene rimandato per i più svariati motivi. Ad esempio, perché non è troppo evidente e quindi viene scoperto anni dopo, oppure perché si spera sempre che tutto si risolverà, prima o poi, e si evita di rivolgersi alle persone giuste.

Effettivamente è una realtà difficile da accettare, ti capisco, ma, se questo è il vostro caso, ricorda che più aspetterai, più tuo figlio andrà incontro a delle delusioni. La scuola, infatti, non avrà gli strumenti per aiutarlo senza una diagnosi.

Quando consegnerà le verifiche piene di errori, l’insegnante dovrà valutarlo in modo negativo, perché gli altri bambini potrebbero notare che è stato aiutato, senza un apparente motivo e correrebbero a lamentarsi.

Ci vuole tanto coraggio nell’affrontare situazioni simili, ma allungare i tempi nuocerà al benessere psico-fisico di tuo figlio. Perché, anche se gli viene difficile, deve poter avere l’opportunità di capire che invece è possibile, che può farcela!

Sentori e tappe da percorrere

La storia di Samantha ci ha aiutato a comprendere quali sono le tappe da percorrere se dovessi avere qualche sentore che può essere legato a un disturbo dell’apprendimento. Vi consiglio di:

  • Rivolgervi al servizio di età evolutiva del Servizio Sanitario Nazionale o ai centri convenzionati;
  • Confrontarvi con la scuola in modo collaborativo, per delineare il piano didattico personalizzato di tuo figlio;
  • Far affiancare il vostro piccolo studente da un esperto in DSA, finché non avrà appreso quali strategie adottare nella gestione scolastica quotidiana.

E ricordate: DSA non significa solo disturbo dell’apprendimento, ma indica che i nostri bambini hanno bisogno DSapere in modo Alternativo!

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Veronica Leardini

La mia passione per l’insegnamento è iniziata da bambina: fare la maestra era il mio gioco preferito! Dopo la laurea in filosofia, mi sono specializzata nelle tecniche di studio e nel coaching, diventando così un’allenatrice per i miei ragazzi, una trainer con il compito di guidarli a studiare con successo

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