GIORNATA MONDIALE DELLE CARDIOPATIE CONGENITE

Scritto da Mimom Mag il .

Oggi, 14 febbraio è una ricorrenza importante che noi genitori dobbiamo ricordare: la giornata mondiale delle cardiopatie congenite. La Società Italiana di Neonatologia (SIN) lancia un messaggio di ottimismo garantendo “Diagnostica ed assistenza continua alle famiglie”.

Anche se in questo ultimo anno i nostri pensieri e le nostre preoccupazioni sono rivolte principalmente alla pandemia e alla situazione sanitaria mondiale in fortissima crisi, la Società Italiana di Neonatologia (SIN) lancia un messaggio di ottimismo a tutti quei genitori che sfortunatamente hanno scoperto che il loro futuro figlio soffrirà di una cardiopatia congenita. La SIN continua a lavorare e supportare le famiglie nonostante le grandissime difficoltà. Grazie alla continua assistenza e diagnostica prenatale, percorsi dedicati e supporto ai futuri nuclei familiari.

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Vediamo ora insieme cosa sono esattamente le cardiopatie congenite, da cosa sono causate e le possibili diagnosi e cure pre e post natali.

Cosa sono le cardiopatie congenite?

Le cardiopatie congenite sono patologie cardiache presenti fin dalla nascita. Patologie dovute ad una anomalia dello sviluppo del cuore e dei grandi vasi durante la vita intrauterina. Tra tutte le malformazioni le cardiopatie congenite sono le più comuni.

Quali sono le cause delle cardiopatie congenite?

Le cause delle cardiopatie congenite possono avere eziologia variabile. Sicuramente alcuni eventi esterni come sostanze assunte durante la gravidanza (fumo, alcol, agenti inquinanti o anche taluni farmaci) possono avere un ruolo. Ma anche alcune malattie infettive contratte durante la gestazione o malattie metaboliche di cui soffre la madre possono essere chiamate in causa.
Tuttavia, nonostante il ruolo di agenti esterni, su cui si può agire per fare prevenzione e ridurre il rischio, per le cardiopatie congenite esiste una predisposizione genetica o meglio “una familiarità”.

Cardiopatie congenite: è possibile avere una diagnosi prenatale?

Certamente è possibile ed è doveroso durante i controlli routinari effettuati durante una gravidanza normale escludere la presenza delle più gravi forme di cardiopatia congenita attraverso le ecografie fetali (specialmente la cosiddetta morfologica) ed i test di screening. Ci sono invece alcune situazioni a più alto rischio in cui è opportuno effettuare test diagnostici a vari livelli di invasività. Questi test permettono di escludere la presenza di malattie sindromiche o genetiche che, tra le altre anomalie, presentano frequentemente anche anomalie dello sviluppo del cuore. Inoltre sempre in casi selezionati, può rendersi necessario effettuare un’ecocardiografia fetale, la quale verrà effettuata sempre a completamento di un esame ecografico precedente in cui esiste il sospetto o si manifesta chiaramente la presenza di una cardiopatia congenita.

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Cosa succede poi? Esistono diagnosi postnatali?

La diagnosi prenatale è molto importante. Fortunatamente nella stragrande maggioranza dei casi, nei paesi industrializzati dotati di un sistema sanitario avanzato e liberamente fruibile come l’Italia, la diagnosi prenatale è possibile già intorno alla 20° settimana di gestazione. La diagnosi prenatale è un indubbio vantaggio nella gestione di questi casi perché ci permette di affrontare al meglio queste situazioni. Non tutte la cardiopatie congenite hanno la stessa gravità e la stessa prognosi. Sia in termini di sopravvivenza, sia per quanto riguarda la qualità di vita del bambino dopo la nascita.

Le diagnosi prenatali permettono un adeguato supporto e assistenza

La precocità della diagnosi permette in primo luogo, nelle forme più gravi, di poter fornire tutte le informazioni ed un adeguato supporto psicologico alle famiglie. E permette inoltre di prendere in considerazione anche l’ipotesi dell’aborto terapeutico. L’aborto può essere effettuato fino a 180 giorni oltre il primo trimestre di gestazione in caso di grave pericolo per la salute fisica o psichica della gestante.
Tuttavia la cosa più importante della diagnosi prenatale è la possibilità di pianificare un adeguata assistenza alla nascita del bimbo. La nascita potrebbe essere indotta in un centro attrezzato per fronteggiare la situazione particolare o allertando anche la più vicina cardiologia e cardiochirurgia pediatrica per un eventuale trasferimento.

Nonostante tutto, in alcuni casi, la diagnosi prenatale può sfuggire, specialmente per alcune malformazioni cardiache più sfumate, e la diagnosi sarà possibile solo dopo la nascita.
A questo proposito sono previsti test di screening alla nascita come la pulsossimetria sui neonati per individuare eventuali cardiopatie congenite misconosciute durante la gravidanza. Solo raramente e nelle forme più lievi può accadere che la diagnosi possa avvenire più in la nel corso della vita.

Esiste una prevenzione a queste patologie?

Per prevenire le cardiopatie congenite è opportuno pianificare la gravidanza col proprio medico di fiducia. Intraprendere con lui tutte le misure comportamentali idonee come l’astensione dal fumo, dagli alcolici e una dieta equilibrata. Verificare l’eventuale immunità acquisita verso le più comuni malattie infettive da evitare in gravidanza e prevedere, se necessario, la vaccinazione verso alcune di esse.
Un’attenta anamnesi familiare può essere utile per capire se ci troviamo di fronte ad una coppia con una predisposizione particolare in modo da indirizzarla adeguatamente ad un percorso protetto.  Valutando così rischi e benefici di un’eventuale gravidanza.

Quali sono le cure che noi genitori abbiamo a disposizione?

Di fronte ad una diagnosi di cardiopatia congenita esiste sempre una cura da offrire per i nostri piccoli. Dopo la nascita è necessario affidarsi ad un centro di cardiologia e cardiochirurgia pediatrica, dove sarà confermata o fatta una diagnosi più accurata. Verranno approntate le prime cure volte alla stabilizzazione clinica del neonato. Oppure, se non sono necessari trattamenti immediati, verrà pianificato l’intervento più idoneo per curare la patologia di cui è affetto, avendo cura di seguire il bambino dalla nascita fino all’età adulta.

Neonati affetti da cardiopatie congenite durante la pandemia

Come accennato precedentemente,  esistono vari tipi di cardiopatie congenite e non tutte richiedono il ricovero immediato in reparti dedicati pertanto, in caso di cardiopatia congenita minore i piccoli potranno rimanere accanto alle loro mamme in regime di rooming-in, come consiglia la SIN. Favorendo così  l’allattamento al seno anche nel caso in cui la mamma fosse affetta di COVID-19 ( quando consentito).

“Allattamento e infezione da Sars-CoV-2”

Grazie all’intesa tra la Commissione Allattamento, il Tavolo Tecnico Allattamento del Ministero della Salute (TAS) e l’Associazione Italiana delle Banche del Latte Umano Donato (AIBLUD), la SIN ha redatto un documento intitolato “Allattamento e Infezione da SARS-CoV-2 nel quale sono contenute molte indicazioni specifiche riguardanti la prevenzione e le possibili cause di contagio mamma-neonato. Questo documento sostiene l’allattamento materno e tutela la relazione mamma-neonato.

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Le mamme e le future mamme possono effettuare la vaccinazione Covid-19?

La risposta è si! Le mamme e le neo mamme anche in fase di allattamento possono vaccinarsi. Risposta confermata da varie società scientifiche come la Società Italiana di Pediatria (SIP), la Società Italiana di Medicina Perinatale (SIMP), la Società Italiana di Ginecologia ed Ostetricia (SIGO), l’ Associazione Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri Italiani (AOGOI) e la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT), nel documento “COVID-19: consenso inter-societario su allattamento e vaccinazione”.

Ringraziamo la SIN per il lavoro, il supporto e l’assistenza continua che offre alle famiglie e ringraziamo il Dott. Tommaso Aloisio, anestesista e rianimatore del servizio di Terapia Intensiva Cardiovascolare dell’IRCCS Policlinico San Donato, per l’aiuto fornito.

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