I PRIMI AMORI: DALL’INFANZIA ALL’ADOLESCENZA, ANDATA ( E FORSE) RITORNO

Scritto da Elisabetta Pieragostini il .

I primi amori: un viaggio di andata e (forse) anche di ritorno tra i primi amori delle mie figlie e quelli degli adolescenti di tutto il mondo. Per me uno Xanax, grazie.

Signori e signore, mamme e papà, avete il cuore a terra? Una pacca sulla spalla per voi. Chiedete aiuto? Cosa fare? Ritrovare il fanciullo che si è perso lungo la strada della maturità lastricata da quei cuori diventati ormai duri come sampietrini. Come? Semplice, vi basterà guardare i vostri figli alle prese con i lori primi amori.

Ehi, no, non andate via. Restate qui che ne parliamo davanti a uno Xanax Tonic.

Primi amori: tra mal di stomaco e vuoto mentale

Che nella testa vi sia il buio totale quando ci si innamora per le prime volte ci è ormai chiaro. E in realtà, con tutta certezza, potremmo dire anche che, più si cresce e si invecchia, più quel buio diventa fitto. Ecco che ci spieghiamo cosa succede agli Over che vanno da Maria De Filippi.

Ma nello stomaco cosa succede? Cosa sono quegli slime di succhi gastrici che ci fanno perdere la fame (ma chi? Quando? Dove? Ma magari…) quando non facciamo che pensare a quella personcina?

Oggi vorrei confrontarmi con voi su uno degli aspetti della genitorialità che penso essere uno dei temi più delicati sotto tutti i punti di vista: saper stare accanto ai nostri figli educandoli all’affetto, ai sentimenti e al rispetto dell’altro.

primi amori

Questa per dirla in maniera compita e competente.

Nella realtà dei fatti si traduce in: come confrontarsi con un ragazzino che per la prima volta prova il buco nero cerebrale dell’innamoramento e passa tutto il giorno tra il ciondolamento degli arti superiori e inferiori e la smania di uscire di casa anche per andare a prendere le cime di rapa.

Quando si è bambini sembra che tutto sia (più) semplice, che i problemi di cuore non esistano. O almeno è quello che sembra a noi adulti, che infatti sbagliamo a crederlo perché per i ragazzini è una questione importante.

Personalmente posso dire dormire sonni tranquilli, tanto Matilde e Viola giocano ancora con le Barbie e Ken. Come scusa Ken? Nooooo non giocate anche con Ken, che ruolo ha? Chi è? Meglio vestire e spogliare le Barbie e lasciarle single per tutta la vita. Anche mia nonna diceva “Non ti sposare che avrai meno pensieri e campi cent’anni amore di nonna”, e mi sa che aveva ragione. Le mie bambine carine e piccine. Mi sembra di vederle ancora dormire nelle loro culle. Eli svegliati, torna tra noi, le tue figlie sono grandine e hanno i loro primi amori.

Come sono i primi amori nel periodo dell’infanzia?

Durante l’infanzia i bambini sono lontani dall’idea romantica di amore ma iniziano a instaurare dei rapporti affettivi, importanti per loro, dando sfogo al mondo delle emozioni.

I bambini instaurano legami di attaccamento con i loro pari.

I primi amori non sono banali per niente, sono questioni di cuore molto importanti. I bambini sperimentano lo stare insieme agli altri, i loro sentimenti e lo fanno attraverso il gioco e manifestazioni d’affetto.

Cari genitori, possiamo stare tranquilli: alla scuola dell’infanzia i primi amori sono platonici e ci fanno sorridere. Spesso ci rendono persino fieri perché il bambino o la bambina desiderata da tutti è nostro figlio o nostra figlia e ci pavoneggiamo con gli altri genitori.

I primi amori in età scolare: ecco che arrivano i capperi amari e salati

Verso i 7 anni, con l’inizio della scuola primaria, i bambini iniziano a provare il senso del pudore. Iniziano così a manifestarsi la timidezza e la vergogna, e anche la consapevolezza di un rifiuto. Iniziano gli scambi di sguardi, i sorrisi. Iniziano i bigliettini che vengono fatti consegnare dall’amica o dall’amico del cuore, perché sono timidi e hanno paura della risposta.

Questo non fa caso scientifico per la mia Viola. Lei timida? Scusate, dove abita il rossore?

Lei ha un fidanzatino, Fabio, e a 9 anni lo invita a casa – ecco che mi sto per sentire male – giocano, si abbracciano, si scrivono messaggi d’amore dove i TI AMO si sprecano e si scambiano bacetti. No, Viola, i bacetti non vanno bene neanche sulla guancia, sei piccola. Vi prego, chiamatemi un cardiologo, per caso lo è qualcuno di voi? Fate presto, per favore, non sento più il battito.

Mamma, stai tranquilla, anche Fabio mi ama”. Svenuta, tornate più tardi, mi avete perso.

Adolescenza: gli amori del futuro e il sentimento più tragicomico che si possa provare

Crescendo, le sensazioni e le emozioni si trasformano, allontanandosi probabilmente dalla magia dell’infanzia e dai messaggini dell’età scolare per avvicinarsi a quegli amori adolescenziali che trovano spazio in brevi ma intense relazioni affettive.

Le prime cotte, le prime incertezze e i primi balli stile “Tempo delle Mele” dove i sogni sono la realtà e la realtà sono i sogni.

Vabbè, lo so, Il tempo delle Mele nemmeno sanno cosa sia, ma qui ho sognato per un attimo io.

Non so voi, ma se io ripenso al mio periodo dei primi amori adolescenziali penso a Sophie Marceau, l’adolescente che è in me. Le feste in casa a ballare sulle note della colonna sonora del film, dove speravamo che il nostro lui arrivasse con le cuffie per farci ascoltare una canzone tutta per noi, o il famoso gioco della bottiglia, dove dicevi alla tua amica del cuore “Fai uscire bacio così mi chiudo in bagno con lui”, e invece, sfigata, capitavano sempre le peggiori cose.

Matilde, la mia prima figlia, ha 11 anni e non è né carne né pesce. Si trova tra l’età scolare e la temibile preadolescenza. Ancora è indecisa e confusa, non scrive bigliettini né partecipa a feste in casa dove mi sarei dovuta trasformare nell’agente 007.

Per il momento la mia tachicardia è sotto controllo, grazie.

primi amori adolescenti
Foto di Edward Cisneros su Unsplash

Come devono comportarsi i genitori quando si parla di primi amori?

Noi genitori abbiamo un ruolo importante, soprattutto perché dobbiamo essere vicini ai nostri figli, sempre rispettando i loro sentimenti, sin dall’infanzia, educandoli all’amore e al rispetto dell’altro.

Una cosa che credo sia fondamentale è rapportarsi con loro in maniera seria senza ridere mai di loro, senza sminuire mai quei primi sentimenti così puri e genuini.

Penso che sia fondamentale parlarsi tanto, dare consigli facendo capire ai nostri figli che di noi si possono fidare e che capiamo quando il loro cuoricino sta bene e quando sta male perché lo abbiamo vissuto anche noi prima di loro.

Certo, soprattutto verso la preadolescenza è importante mettere dei paletti e saper dire anche dei no quando le richieste di libertà iniziano a essere eccessive per il loro bagaglio di esperienza. In questo articolo ho parlato dei NO che bisogna dire a un bambino in maniera più approfondita, mi farebbe piacere confrontarmi con voi.

Noi genitori siamo un punto di riferimento

Noi genitori siamo e saremo il loro punto di riferimento e abbiamo il dovere di non abbatterli con i nostri giudizi, soprattutto quando si tratta di sentimenti. Abbiamo il dovere di renderli indipendenti nelle loro scelte e di guidarli affinché sviluppino quella consapevolezza che li porterà a essere adulti emotivamente equilibrati e sereni.

Non vi nascondo che mi emoziona molto questo ruolo. Sento forte la complicità, la tenerezza, le emozioni e penso che essere parte del loro percorso di crescita sentimentale sia un immenso privilegio.

Vi ricordo che la colpa, se andranno in terapia, poi è sempre nostra, ecco.

Spero di avervi fatto buona compagnia e di aver evocato i vostri ricordi più belli.

Da adulti diventiamo più cinici e disincantati, ma sappiamo anche noi che amare ed essere amati è una delle risorse più potenti che muovono il mondo.

Auguro ai vostri figli luminosi primi amori e a voi la forza e, anche la pazienza, di viverli con gioia.

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