Mamma over 40 - nutrizionista

UNA MAMMA OVER 40: MONIA E LA SUA NUOVA VITA!

Mamma over 40: la storia di Monia e della sua trasformazione. Storia di messe in gioco, cambiamenti e tante novità che le permettono di costruirsi una nuova vita,soddisfacente e felice!

Dunque, mi chiamo Farina di cognome, mio papà e tutti i suoi avi fanno i panettieri e nella nostra famiglia in generale, o cucini o hai un hotel… Da grande volevo fare il liceo scientifico e la veterinaria ma mi innamoro del liceo classico e poi una prof illuminata mi ha apre un mondo sulla biologia. Così divento anche io biologa con un corso di studi e una tesi sul comportamento animale (gli animali ci sono sempre). Dopo la laurea mi oriento invece sull’animale uomo con un corso di Naturopatia e un tirocinio – che diventa lavoro – in laboratorio analisi al San Raffaele a Milano.

Io, mamma over 40 e la mia passione per il cibo

Ma il cibo resta la mia passione: ne ho in casa, ne leggo, ne studio. Così passano gli anni e nel frattempo cambio casa e lavoro, vado dall’altra parte della barricata ovvero vado nei laboratori analisi ad insegnare l’utilizzo degli strumenti e l’interpretazione dei risultati delle analisi del sangue (in particolare, in ematologia, lo studio delle cellule del sangue). Giro per l’Italia, l’Europa e un pochino il mondo. Sono “la ragazza con la valigia” e mi piace molto.

Studio, iscritta a Scienze dei Beni culturali e adoro essere studentessa “agée”. Il cibo però resta la mia musica di sottofondo e nel 2014 mi iscrivo a un corso di perfezionamento in Nutrizione e Benessere presso l’Università di Milano, Facoltà di Farmacologia. Mi innamoro varie volte (avete presente il vento che arriva nel libro Chocolat? Ecco quel vento di cambiamento ha soffiato spesso nella mia vita) e l’ultima è fatale: arriva un piccolino.

E così mi reinvento…

La ragazza con la valigia deve svuotare la sua valigia e fermarsi. Ma anche inventarsi un lavoro, che viaggiare con un piccolino a casa non è più cosa per lei. Si sono scombinati i ruoli di figlia e di compagna, la mia vita non è più solo mia ma anche di quel piccolino che in tutto e per tutto dipende da me. Mi sento sola e totalmente inadatta e impreparata a gestire tutto quel bagaglio di responsabilità e nuove abitudini indotte da una nuova esistenza. Non so più molto bene chi essere e cosa fare della vita. Scopro di avere pazienza (beh, almeno un po’ più di prima), sperimento che il mio corpo ha risorse inimmaginabili ma che va trattato con molta cura. Sento la voglia e la forza di buttarmi in una nuova avventura professionale. Imparo a dare un nuovo senso al tempo, agli impegni, alle giornate.

Mamma over 40 nutrizionista

Mamma over 40: lascio il lavoro e metto in gioco me stessa.

Succede così che scelgo di lasciare il mio lavoro a tempo indeterminato, i viaggi e le valigie per un lavoro che all’inizio è poco più di una scommessa su me stessa. Cambiamo casa, da Milano alla provincia (chiamiamola Città Metropolitana…), in un luogo dove è bello crescere, per un bambino. Scelgo di vivere con meno soldi, senza viaggi, e non più sempre in giro come una trottola. Non è facile, soprattutto all’inizio, smantellare 40 anni di vita adulta e reinventare tutto quanto: lavoro, casa, famiglia.

Arrivano la stanchezza, la solitudine di non aver nessuno che mi possa consigliare, l’indecisione tra lasciare un lavoro certo (dopo l’aspettativa) e buttarmi nel vuoto aggrappata solo alla mia idea, il terrore di aver fatto la scelta sbagliata e di non avere soldi per mantenermi. Tolgo la polvere dal Corso il perfezionamento in Nutrizione e Benessere, ma soprattutto sfodero una faccia tosta che non sapevo di avere proponendo la mia professionalità presso centri sportivi, farmacie, centri medici…ovunque potesse idealmente servire un nutrizionista.

Mamma over 40: tutto è possibile!

E così la passione diventa lavoro. Mi trasformo, mentre il cucciolo cresce, in una libera professionista con tutti gli onori e oneri del caso. Divento membro di Rete Famiglie Veg e socia della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana; svolgo visite nutrizionali a privati e tengo corsi di educazione alimentare per una vita più sana ed equilibrata; ci inventiamo conferenze sull’alimentazione e cene “nutrizionali” con lo chef Mario Oriani.

Studio e sudo molto. Mi rendo presto conto che le calorie non sono tutto per una sana e buona alimentazione e nel corso degli anni elaboro un programma che chiamo Dieta Mannara, un vero e proprio corso su misura per imparare a nutrirsi in modo sano ed equilibrato senza troppe rinunce. Tutto quello che faccio gira intorno al mio grande amore per il cibo: ne parlo, lo mangio, lo cucino.

Ma tutto questo non mi basta, voglio di più!

Poi sento che di nuovo “soffia il vento” e che tutto questo non mi basta, che vorrei mettere la mia idea di nutrizione al servizio del mondo intero. Conosco donne meravigliose che mi supportano nel “salto” professionale e nei cambiamenti di ruolo che questa decisione comporta, persone splendide, che finalmente hanno saputo aiutarmi.

E nasce così il mio progetto: Happy Not Fatty

Nel corso del 2018 prende vita il progetto Happy Not Fatty – la felicità fa dimagrire – perché per me è importante sfatare il mito che vede la dieta come una sofferenza: una sana alimentazione può essere ricca di cibi buoni e soddisfacenti che arricchiscono la nostra vita quotidiana, basta sapere come dosarli e utilizzarli in modo equilibrato. Il 7/10/2019 Happynotfatty srls diventa una realtà: un’azienda di servizi, formazione e consulenze in ambito Nutrizione e benessere. Ne sono Amministratore Unico e insieme a me collaborano altri nutrizionisti con differenti progetti e peculiarità: nutrizione e sport, nutrizione per mamme e bambini, nutrizione e danza, Nutrizione nelle varie patologie. Attendiamo altri colleghi per parecchi altri progetti.

Happynotfatty srls beneficerà dei finanziamenti di Regione Lombardia legati al Bando Intraprendo per le startup innovative.

Ed ora eccomi qua, amministratore unico di Happynotfatty srls, società di servizi in campo di nutrizione e benessere. Studio e chiedo un po’ pareri in giro, ma il nome “Happy-not-fatty” pare si porti appresso discriminazione e “body-shaming”, che sono ben lontani dal mio sentire. Serve cambiare il nome. Torno ai miei studi universitari sul comportamento animale e sulla neurobiologia, per capire meglio come il cibo e il piacere siano strettamente collegati, come tutto ciò che dà piacere (le proprie passioni, le emozioni, l’attività fisica, le relazioni affettive…) nel nostro cervello diminuisce il desiderio di cibo come appagamento. Ed ecco l’idea.

Ora al grido di “mangia, per piacere” vogliamo salvare il mondo dalle diete. O almeno ci proviamo.

Poi mentre tutto questo sta per prendere forma arriva l’epidemia più temibile del secolo e tutto si ferma, ma è un’altra storia.

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