maternità obbligatoria

MATERNITA’ OBBLIGATORIA: QUELLO CHE C’E’ DA SAPERE!

Maternità obbligatoria: come funziona, a chi spetta e tutto quello che c’è da sapere sulla domanda INPS. Michela Calculli, esperta di fisco e famiglia, fa chiarezza su alcuni punti fondamentali.

Oggi abbiamo pensato di fare chiarezza su un argomento che interessa tutte le future mamme che sono lavoro dipendenti. La maternità INPS obbligatoria. Ovviamente per legge spetta a tutte le mamme, ma sappiamo proprio tutto a proposito? Sappiamo quanto veniamo retribuite? Quando fare la domanda? Quanto dura la maternità? Quali diritti abbiamo quando rientriamo a lavoro?

La risposta è NO!

Si tratta di un argomento molto complesso che nasconde tantissimi cavilli. Per questo motivo AllegraLu,  ha deciso di intervistare una professionista esperta in fisco e famiglia: Michela Calculli.

Be modern

Maternità obbligatoria: quanto dura?

Forse la durata è uno degli aspetti che tutte noi mamme tendenzialmente conosciamo, un pò per sentito dire, un pò per logica, visto che durante i primi mesi di vita il bambino ha bisogno del latte materno. Ma quindi quanto dura? La maternità obbligatoria ha una durata totale di cinque mesi.

Dal 2019 può essere fruita sia prima che dopo il parto. Questo dipende dalle esigenze della mamma. Si può decidere di prenderla un mese prima del parto e quattro mesi dopo, scelta che accomuna moltissime mamme, ma potrebbe anche essere fruita due mesi prima del parto e tre mesi dopo. Questa scelta è normalmente fatta da quelle mamme che hanno dei problemi o delle difficoltà a recarsi a lavoro dall’ottavo mese e quindi scelgono di rimanere a casa.

Sempre dal 2019 per le mamme che si sentono bene e hanno voglia di lavorare fino all’ultimo momento, c’è la possibilità di recarsi a lavoro fino al giorno prima del parto, e quindi di usufruire di tutta la maternità obbligatoria (cinque mesi) dopo il parto. Fondamentale da sapere che, se si opta per rimanere a casa i cinque mesi dopo il parto, è necessario presentare le autorizzazioni del medico ginecologo che sta seguendo la mamma e del medico del lavoro. Autorizzazioni che attestano il buono stato di salute della mamma e quindi la conferma che può presenziare a lavoro.

maternità obbligatoria
Photo by Christina @ wocintechchat.com on Unsplash

Maternità obbligatoria e retribuzione lavorativa

Durante la maternità obbligatoria non si percepirà lo stipendio completo, bensì l’80% del proprio stipendio mensile pagamento che spetterà all’INPS (anticipato però dal datore di lavoro).

Ma attenzione! In alcuni casi il datore di lavoro è tenuto ad integrare alla retribuzione mensile effettuata dall’INPS, un 20% per arrivare ad uno stipendio retribuito al 100%.

Vi domanderete quindi… in quali casi? L’integrazione del 20% da parte del lavoratore dipende esclusivamente dalla tipologia del contratto collettivo di lavoro e quindi dal settore in cui si lavora. Per esempio, nel Contratto Collettivo del Commercio, il datore di lavoro è tenuto ad integrare il 20%. Quindi per comprendere meglio i propri diritti, la mamma dovrà controllare sul proprio contratto di lavoro se è prevista l’integrazione del 20% obbligatoria.

Calcolo dell’assegno della maternità obbligatoria

Spesso ci chiediamo, ma l’80% del nostro stipendio mensile a quanto equivale in termini spicci? Il calcolo dell’assegno di maternità non è proprio facilissimo da fare. Si può pensare però di prendere l’ultima busta paga del mese lavorativo, considerare lo stipendio lordo e dividerlo per i giorni che si è lavorati. Si otterrà quindi la retribuzione media giornaliera, numero sul quale sarà calcolata la propria maternità.

Dove e quando fare la richiesta?

La domanda va presentata sul sito dell’INPS o ci si può rivolgere ad un CAF. Importantissimo, da non dimenticare, le tempistiche e quindi non presentare la domanda in ritardo. La domanda va presentata entro il settimo mese di gravidanza, altrimenti si rischia di perdere la retribuzione di maternità pagata.

Diritti al rientro a lavoro

Terminata la maternità obbligatoria, la mamma può scegliere di andare in maternità facoltativa al 30% o di rientrare a lavoro. Se si rientra a lavoro, per i contratti full-time la mamma avrà diritto a due ore di allattamento al giorno fino all’anno del bambino. Mentre per i contratti part-time di un’ora al giorno. Quindi si tratterà di un orario lavorativo ridotto rispetto alla norma, ma normalmente retribuito.

maternità obbligatoria
Photo by Jonathan Borba on Unsplash

(Visited 1.622 times, 4 visits today)

LAVORO, MAMME, MATERNITA'


Mimom Mag

Mimom Mag nasce dall'idea di creare una community di sharing experience dedicata a genitori moderni. Un magazine di condivisione, informazione e racconti dal quale trarre ispirazione. "Be Mom, Be Cool, Be Modern" 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I NOSTRI PARTNER

  • Mamme in mostra
  • Bim
  • WIND ROSE
    COPYRIGHT © 2020 MIMOM MAG
    logo sernicola sviluppo web milano