Moda etica e cosapevole

MODA ETICA E CONSAPEVOLE: COSA DOBBIAMO SAPERE

Moda etica e consapevole: tutto ciò che oggi dobbiamo sapere quando decidiamo di fare acquisti.

La vita è sempre più frenetica. Viviamo in un mondo troppo veloce e spesso superficiale. Ci perdiamo tra la folla e non ne conosciamo il motivo. Non sappiamo dove stiamo andando, ma questo non ci ferma. Corriamo senza conoscere la destinazione finale. Mai come oggi abbiamo bisogno di fermarci e riflettere. E lo stesso discorso vale per i nostri acquisti. Mai come in questo periodo dobbiamo puntare verso una moda etica e consapevole. E’ ormai necessario riflettere e solo infine, forse, acquistare.

Vista la mia professione di Personal Shopper tutto questo potrebbe sembrare una contraddizione ed invece non lo è. Mi piace accompagnare le persone durante le sessioni di shopping, ma amo ancora di più parlare con loro ed indirizzarle verso acquisti mirati e consci. Dico loro di puntare alla qualità dei capi e non alla quantità. Di informarsi sulla provenienza, sui colori ed i tessuti impiegati. Oggi non abbiamo problemi a reperire le informazioni, dobbiamo solo iniziare a cercarle.

Moda etica

Moda etica e consapevole: cosa dobbiamo sapere?

Ormai sappiamo che il settore moda è il secondo più inquinante al mondo (il primo è quello petrolifero). Sappiamo anche che nel 2017 sono stati venduti più di 157 miliardi di pezzi d’abbigliamento e la popolazione è di 7,6 miliardi. Come facciamo a non dire con certezza che il fast fashion sta creando seri problemi ambientali e non solo?

L’impatto sull’ambiente è ormai devastante e fuori controllo sono anche i diritti dei lavoratori. Nel primo caso coloranti, lavaggi e soprattutto l’intensa produzione stanno creando problemi enormi al pianete e alla nostra salute. Nel seconda caso è vero che il settore fashion crea posti di lavoro soprattutto nei paesi in via di sviluppo, ma è vero anche che gli operai, nella maggior parte dei casi, non hanno stipendi dignitosi e lavorano in condizioni di scarsa sicurezza e salute.

Moda etica e consapevole: cosa possiamo fare?

Come possiamo cambiare le cose? Per iniziare citerò una frase di Emma Watson:

“AS CONSUMERS WE HAVE SO MUCH POWER TO CHANGE THE WORLD
BY JUST BEING CAREFUL IN WHAT WE BUY”

Niente di più vero. Il potere in mano ai consumatori è immenso. Siamo noi a dover iniziare a fare acquisti consapevoli. Dobbiamo smettere di comprare solo per il gusto di farlo e dobbiamo iniziare a porci delle domande prima di ogni acquisto. Alcune troveranno una risposta altre invece no. Questo perché, ad oggi, non esistono delle vere e proprie regolamentazioni che obbligano i brand alla trasparenza. In Italia, ed esempio, non c’è l’obbligo di specificare sulle etichette informazioni importanti sui produttori. Potremmo comprare un maglione Made in Italy realizzato con seta cinese, assemblato nei Paesi dell’Est ed ultimato in Italia da manodopera straniera. Non voglio dire se ciò sia giusto o sbagliato, ma da consumatore consapevole vorrei conoscere tutto sul prodotto acquistato.

maglioni di lana. Moda etica

Pochi, troppi pochi, i brand che nel 2020 hanno deciso di puntare alla trasparenza. Tra i più etici troviamo Adidas, Esprit, Levis, H&M ed altri. Quest’ultimo, ad esempio, per ogni capo presente online specifica il paese di produzione, i nomi dei fornitori, i nomi e gli indirizzi delle fabbriche ed il numero dei lavoratori, nonché i materiali utilizzati. Purtroppo molti brand anche di lusso continuano a non volersi impegnare nella pubblicazione di queste informazioni, rifiutandosi addirittura di rilasciarle. Tra i tanti American Eagle Outfitters, Desigual, Foot Locker, Hugo Boss, Mango, il gruppo Inditex e molti altri.

Spetta a noi fare il possibile affinché le cose cambino. Come?

  1. Basta fare acquisti passivi. Impariamo a porci le domande e pretendiamo di avere delle risposte.
  2. Compriamo meno, ma meglio. Scegliamo il capo leggermente più costoso, ma anche più etico e sostenibile.
  3. Preferiamo tessuti e colori naturali e limitiamo quelli artificiali.
  4. Basta fast fashion, torniamo ad acquistare presso artigiani e laboratori. In questo modo aiuteremo anche le piccole imprese, sempre più in difficoltà nel nostro paese.
  5. Cerchiamo di capire cosa è davvero importante per noi e visto che siamo ad inizio anno proviamo con una lista di buoni propositi.
  6. Prendiamo in considerazione il Vintage ed il second hand.
  7. Non buttiamo via capi ed accessori ancora in buone condizione, a qualcuno potrebbero servire. Regaliamoli, rivendiamoli, doniamo ad associazione umanitarie.
  8. Ricicliamo i vecchi indumenti. Molti i negozi che hanno al loro interno campane per la raccolta di abiti usati.

Ognuno di noi può fare parte del cambiamento e può sensibilizzare i propri marchi di riferimento a creare una moda etica e consapevole.

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Lisa Campolunghi

Conquistata dalla moda ed innamorata della scrittura. Nel tempo ho sviluppato una dipendenza per viaggi e borse. Da sempre affascinata dalle vetrine e da quello che dicono senza parlare.

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