RACCONTARSI È DONNA: TELL ME OLIVIA

Scritto da Maria Quinz il .

Raccontarsi su Instagram con Tell me Olivia!

Tutte (le donne) hanno storie da raccontarsi

Ce lo dice Olivia. E noi della redazione di Mimom non possiamo che concordare con lei, consapevoli della ricchezza di vissuti straordinari che ogni donna porta con sé. Anche noi ci proponiamo di scoprire racconti al femminile sempre nuovi e interessanti; trovare esempi da seguire, condividere esperienze e passioni; lasciarsi ispirare dalla diversità, gioire delle intuizioni altrui e del piacere di raccontarsi…

Ma chi è Olivia?

Olivia è unica e vuole raccontarsi. Olivia è una donna e tante donne. Ognuna di loro – così come tutte le altre – ha scelto di far parte di un progetto collettivo che si chiama Tell me Olivia. Un racconto corale, fatto di interviste che, attraverso la visibilità ed immediatezza di una pagina Instagram, vorrebbero offrire una visione trasversale e prismatica di ciò che significhi essere donna oggi. Ma non solo. Tell me Olivia intende stimolare la riflessione e il dialogo. Vuole proporre sprofondamenti nel passato per scovare storie di donne di ieri che è importante non dimenticare, oppure personalità che hanno lasciato il segno o fatto la differenza. Vorrebbe creare ponti tra donne che non si conoscono e potrebbero scoprirsi, diventare amiche o lavorare insieme. Ma chi c’è dietro tutto questo?

Olivia è anche Francesca Lualdi, ideatrice del progetto, appassionata di giornalismo e comunicazione. Francesca è una ragazza giovanissima di Rho (classe 1993) che ha alle spalle eccellenti studi di economia e management alla Liuc, master in Marketing communication (presso Il sole 24 ore) e in Global Marketing communication and Made in Italy. Già solo sentendo la sua voce al telefono, mi accorgo che è una ragazza solare, piena di idee che le frullano in testa. La nostra redazione è felice di intervistarla per farsi raccontare la sua di storia e quella di Tell me Olivia, progetto nato da poco più di due mesi, ma che sta già raccogliendo moltissimo seguito e apprezzamenti intorno a sé.

Perché raccontarsi?

Francesca, come nasce Tell me Olivia?

Il progetto è nato in modo spontaneo e intuitivo. L’idea è arrivata di notte, nel sonno. Mi sono svegliata all’improvviso e ho capito chiaramente quello che volevo fare. Evidentemente c’era un’esigenza profonda a guidarmi, quasi inconscia. Alla base esisteva sicuramente il desiderio di ricercare e comunicare una dimensione autentica e veritiera dell’essere donna. Ciò si lega anche a mie esperienze personali e professionali che mi hanno portato a lavorare come pr e digital marketing presso un’importante azienda di alta moda. In quel contesto si respiravano dinamiche competitive e personalismi tra donne che non mi piacevano (soprattutto venendo a contatto con la realtà delle influencer). Quell’esperienza mi ha spinto a ricercare dimensioni relazionali femminili e social diverse, il più possibile spontanee e autentiche. Così e nato “il piccolo-grande mondo di Olivia”: un luogo di espressione lontano dalle logiche fittizie dell’apparire, come anche da un approccio femminista.

Dimmi perché Olivia!?

Perché la scelta di questo nome?

Olivia è un nome di donna che mi è sempre piaciuto e mi è venuto in mente subito. Del resto ho fatto tesoro dei miei studi di marketing e comunicazione! Sapevo che i nomi corti e con più vocali al loro interno possiedono il dono di rimanere maggiormente impressi di altri. Olivia è un bel nome femminile. È piacevole da pronunciare: si parte con la “O” che richiede una chiusura delle labbra, per arrivare infine alla “A” che necessità di un’apertura. Olivia è un nome che racchiude in sé “il bisogno di aprirsi” e con esso, il piacere di raccontarsi.

Francesca, come è strutturata la pagina Instagram?

La pagina contiene foto e interviste a donne di ogni età, che hanno accettato la mia richiesta di raccontare la loro storia professionale e di vita. Il progetto non esisterebbe se le prime intervistate non mi avessero dato fiducia, nonostante non ci fosse ancora nulla da mostrare loro, se non le mie idee e il mio entusiasmo. La scelta del bianco e nero per le foto è una scelta democratica. Ho scelto di uniforma le immagini sia a livello di stile che di resa fotografica. Ricevo foto professionali, come anche foto realizzate in casa e non volevo creare disparità. Alle interviste si giustappongono citazioni e frasi di pensatori e personaggi dello spettacolo e della cultura, sia donne che uomini, che parlano di donne o che hanno a che fare con l’universo femminile sotto una qualche angolazione. L’idea è di proporre ogni giorno dei piccoli spunti su cui ragionare e confrontarsi.

Raccontarsi ogni giorno

E il caffè della domenica?

“Il caffè della domenica” esce appunto la domenica mattina e offre uno sguardo un po’ diverso all’interno della pagina Instagram. Qui propongo dei focus su storie del passato o anche recenti, particolarmente significative e legate a vicende storiche o di rottura, sempre con donne come protagoniste. Sono piccoli approfondimenti (gli spazi di Intagram, sappiamo, sono limitati), ma credo che possano arricchire il quadro, allargando il respiro della pagina a scenari internazionali, lontani dalla nostra cultura, a volte anche drammatici. Nel “momento caffè” della domenica, rispetto al tran tran della settimana, forse ci si può concedere qualche secondo in più per riflettere e guardare lontano.

Come sono strutturate le interviste? 

Le interviste hanno sempre la stessa struttura basata su tre domande. La prima domanda è di tipo generale: chiedo a tutte le donne come sia nata la passione che le anima o la scelta professionale che le impegna. La seconda è più specifica: quindi chiedo quale sia la cosa più bella che è successa loro, in rapporto a ciò che fanno e che possono essere gesti, messaggi, ricordi, emozioni… Credo che parlare di cose belle aiuti la persona a raccontarsi e ad aprirsi di più. La terza domanda è spesso la più difficile a cui rispondere: perché la loro storia potrebbe essere d’ispirazione per altre donne? Qui molte intervistate si trovano in difficoltà. Si prendono un momento in più per riflettere o mi chiedono un piccolo aiuto. Io cerco di accompagnarle a trovare le risposte, che dopo non molto arrivano sempre.

Il futuro è donna

Come identifichi le donne da intervistare?

Alcune mi contattano direttamente, altre le trovo io con un lavoro di scouting. A me piacerebbe intervistare più donne possibili o forse tutte, però ci sono dei criteri che devo seguire e da cui non posso prescindere. Se per esempio una donna ha una bellissima storia, ma un profilo privato su Instagram e nessuno può vedere chi sia o cosa faccia, il valore di Tell me Olivia come piattaforma di scambio e condivisione su Instagram andrebbe a perdersi.

Francesca cosa vedi nel futuro di Tell me Olivia?

In futuro mi piacerebbe veder crescere Tell me Olivia sempre di più e scoprire che il progetto è diventato un punto di riferimento e una fonte di ispirazione per tante donne, magari con un aumento della visibilità e perché no, anche delle rubriche in più. E poi chissà… si vedrà cos’altro verrà in mente a Olivia!

Foto: 1. e 4. ritratti di Francesca Lualdi; 2. e 3. post di Tell me Olivia su Instagram.

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