I terribili due

“I TERRIBILI DUE”: PAROLA ALL’EDUCATRICE!

I terribili due: così vengono chiamati. Terribili per noi genitori, ma se impariamo a distinguere i comportamenti del nostro bambino potremmo sicuramente migliorarli.

Quante volte hai sentito dire che compiuti i due anni di età, i bambini entrano in una fase difficile e oppositiva? Questo fenomeno, meglio noto come “Terribili due”, viene indicato come una fase fisiologica della crescita, spesso caratterizzata da crisi di pianto, urla e pretese. Mamma e papà vengono spiazzati da certe  reazioni, la cui manifestazione posticipata ha esteso la definizione, aggiungendo all’espressione tradizionale, la più nuova di “Terribili tre”.

Se ci limitiamo al noto comune, quindi, parrebbe non esserci via di scampo: i primi tre, quattro anni di tuo figlio risulterebbero condizionati da un’emotività dirompente e irrazionale. Attraverso uno sguardo più profondo, invece, scopriamo che non tutte le manifestazioni del bambino sono riconducibili ai Terribili due e  soprattutto, come genitori possiamo imparare a distinguere i comportamenti di nostro figlio.

Oggi ti spiego come!

Terribili due: l’autonomia come chiave di lettura.

Prima di tutto, una domanda: qual è la prima cosa a cui pensi quando sono nominati i Terribili Due (o tre….o quattro!)? Probabilmente i “no” insistenti, la rabbia, il pianto e l’ingestibilità. Eppure il vero senso dei Terribili due è un altro.

Si tratta della richiesta di autonomia di tuo figlio.

L’acquisizione della deambulazione, infatti, amplia lo spettro delle possibilità del tuo bambino, in termini motori e di scoperta. Il tuo cucciolo, lo sente: finalmente é pronto per esplorare il mondo che lo circonda, consapevole di esser un’entità distinta da te, mamma e papà, che amorevolmente lo guidi. La rabbia che vedi, la frustrazione che osservi, non sono di per sé la caratteristica del secondo anno di vita, ma la conseguenza di una richiesta di autonomia, che non può esser sempre accolta, ovviamente.

I terribili due
Photo by Marcos Paulo Prado on Unsplash

Ricondurre ogni manifestazione di rabbia del bambino all’etichetta di Terrible two’s può confonderti: stizza ed urla, infatti, possono sopraggiungere anche per altri motivi. Tuo figlio è una persona. Una lettura generalizzata dei suoi comportamenti può allontanarti dalla scelta dell’azione educativa più utile da intraprendere. Di fronte a periodi di cambiamento o di difficoltà emotiva, ad esempio,  é facile che le manifestazioni di disagio di un bambino si esprimano mediante comportamenti di nervosismo o di ricerca di attenzioni negative. Piedi puntati per terra, continue interruzioni, pretesa di un contatto fisico che non sempre si può concedere. Distinguere queste circostanze dai Terrible two’s o Terrible Three’s, vuol dire dare delle risposte  educative ad hoc, calate sui reali bisogni del tuo  bambino in quel particolare momento della sua vita.

i terribili due

Terribili due: come mi comporto?

Ti suggerisco due passi  utili a portare un cambiamento positivo al comportamento del tuo bambino.

1) La prima azione da compiere é metterti in un atteggiamento di osservazione. Nota i dettagli, presta attenzione a QUANDO e A COME la crisi si realizza. L’osservazione ti permette di metterti in ascolto e capire come intervenire.

– Tuo figlio si arrabbia soprattutto quando gli è preclusa la possibilità di far da solo e si intestardisce? Lavora sul suo bisogno di affermare sé stesso, riconoscendogli piccoli spazi di autonomia.

– Ti sembra che i suoi atteggiamenti siano principalmente sfidanti, volti a ottenere la tua attenzione? Orienta i tuoi interventi educativi verso la rassicurazione e l’attenzione positiva.

Ovviamente alcuni comportamenti saranno poco chiari, sovrapponibili a tratti, ma ciò che conta è che tu riesca ad individuare il filo conduttore e la richiesta di aiuto celata sotto le azioni del bambino.

2) La seconda azione consiste nella scelta dell’intervento educativo da parte di mamma e papà. In altre parole, occorrono delle azioni che manifestino al tuo bambino che hai compreso la sua esigenza e sei pronto a soddisfarla.

Alternative da proporre di fronte a richieste e comportamenti specifici

Nel caso in cui sia la richiesta di autonomia ad esser prevalente, pensa a quali sono le alternative che potresti proporgli davanti a richieste impraticabili. Qualcosa come ” mi dispiace tanto amore, purtroppo non è possibile farti attraversare da solo, però…Sai che possiamo fare? Quando arriviamo di là, lungo il sentiero che ci porta a casa, mamma ti lascia la mano e vai senza di me!” Oppure potresti valorizzare il contributo del tuo cucciolo come aiutante in cucina, nelle pulizie domestiche… I bambini adorano sentirsi utili e valorizzare le loro competenze facilita la gestione dei Terrible Two’s.

E se fossero nervosismo e sfida ad esser all’ordine del giorno? In questo caso ricorda un principio di base: la risposta emotiva alla rabbia sono la rassicurazione e le  coccole. Fai sentire al tuo bambino che sei lì con lui, per lui! L’intervento che puoi fare consiste nel regalare in modo generoso e su tua iniziativa, attenzioni positive. Stupisci il tuo bambino buttandoti sul tappetone con lui per condividere dieci minuti di gioco esclusivo e inatteso. Anticipa la il soddisfacimento del suo bisogno di attenzioni, sorprendendolo con un momento vostro di complicità. Queste azioni hanno un significato potente sull’animo del bambino, perché lo rasserenano, ridimensionando la sua richiesta di attenzione… E la sua rabbia!

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EDUCAZIONE, FAMIGLIA


Valentina Di Bella

Per anni ho varcato le soglie dei più diversi servizi educativi di Milano e nel mio viaggio ho appreso tanto dalla “scuola” più formativa di tutte, l’esperienza umana. Nessun percorso di crescita può essere armonioso senza il sostegno consapevole di mamma e papà.  Nasce così il servizio Genitori Migliori, che vuole rendere giustizia alle famiglie, riconoscendole  come prime vere guide dei figli, dotandole di strumenti pratici, spendibili nel quotidiano.

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