Una mamma single

UNA MAMMA SINGLE: REBECCA E IL SUO SORRISO

La storia di Rebecca. Una mamma single di due meravigliosi bambini che è stata abbandonata dal compagno subito dopo aver partorito. Rebecca sta crescendo da sola Elisa, la sua primogenita affetta da una malattia rara e il suo piccolo Daniele.

Una storia di coraggio, di forza, di speranza!

 

UNA MAMMA SINGLE

Così sono diventata una mamma single…

Per raccontarmi servirebbe un eternità, diciamo che non ho avuto una vita facile ma sono fermamente convinta che il mio passato mi abbia in un certo senso “allenata” ad essere più forte. Ho vissuto e lavorato tanti anni in spagna (lasciando anche un pezzo del mio cuore) e sono tornata in Italia per stare con il padre dei miei figli. Ma purtroppo, quando ero incinta di Daniele, ha scelto di andarsene di casa e mi ritrovai incinta di sedici settimane, con Elisa (18 mesi) affetta da una malattia rara dalla nascita.

Una mamma single: i momenti più duri che non dimenticherò mai

Uno dei momenti che non dimenticherò mai fu proprio quando mi ritrovai sola con i miei bambini, tornata a casa dopo il parto di Daniele non sapendo come fare. Elisa all’epoca non parlava, camminava a stento iniziando ad avere le prime difficoltà legate alla sua malattia, alla Neurofibromatosi.

Ma quella paura durò molto poco, perché in fondo noi mamme abbiamo una forza nascosta che tiriamo fuori nei momenti di necessità.

L’abbiamo tutte dentro di noi, basta solo trovarla. Sono fermamente convinta che per i nostri bambini faremmo qualsiasi cosa, tutte nessuna esclusa.

La malattia di Elisa e la mia positività

I primi mesi furono veramente duri, anzi durissimi perché Elisa è peggiorata. Mentirei se dicessi che è stato tutto facile. La sua malattia purtroppo è imprevedibile, ad ogni ricovero esci con una sorpresa ed essendo incurabile sono poche le terapie che si possono realmente fare. Ma ho cercato di reagire fin da subito, trovando soluzioni per vivere serenamente con i miei bambini. Non ho idea se sia una caratteristica del mio carattere oppure il mio vissuto, ma cerco di vivere la mia vita serenamente nonostante tutto. Le mie amiche dicono che abbia un dono, ma affrontare la vita positivamente è solo parte di me.. Mi sembra la normalità!! Inoltre, la mia serenità si rispecchia nei sorrisi dei miei figli. Solo per questo penso che ne valga sempre la pena.

Elisa e la neurofibromatosi

Elisa è affetta dalla nascita da una malattia incurabile e ho scelto subito di reagire, di non farmi abbattere e di cercare nel mio piccolo di aiutare attivamente un associazione per la ricerca. Perché credo fermamente che si troverà una cura e non aiuterebbe solo noi, ma milioni di bambini in tutto il mondo. La neurofibromatosi provoca tumori a carico di encefalo, midollo spinale e nervi, disturbi cardiovascolari, deficit cognitivi e molto altro.
Noi purtroppo ad ogni ricovero siamo usciti con un problema in più e ho cercato di farle vivere serenamente tutto questo.

Elisa non è ancora consapevole del tutto ma frequentando centri riabilitativi e ricoveri sa di dover andare dalle “sue dottoresse” per curare le macchioline (la Nf determina una serie di macchie caffellatte in quasi tutto il corpo).

Sono consapevole che arriverà un giorno in cui tutto questo non basterà più, ma sono altrettanto sicura che riusciremo ad affrontare qualsiasi cosa insieme.

Per lei, come per Daniele, ho messo da parte qualsiasi cosa perché da sei anni sono la mia priorità e lo saranno sempre. Arriverà il giorno in cui tutto questo non basterà, ma sono certa che insieme non perderemo mai la speranza.

Anch’io spesso ho paura, ma cerco di ascoltarmi e non farmi sopraffare da essa inoltre poter condividere questa forza e poterla trasmettere ad altre mamme penso sia un privilegio grandissimo.
E mi riempie il cuore di gioia.
Il bene genera bene

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Tell Me Olivia

Mi chiamo Francesca, ho 25 anni e sono sempre alla ricerca di storie da raccontare, di verità da ricercare e di creatività da scovare. Ho avuto da quando ne ho memoria, la tendenza a perseguire la verità e la genuinità nelle cose e di riflesso nelle persone, per questo ho fondato la pagina “Tell me Olivia”

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