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VALENTINA DESARIO: CRESCERE UN FIGLIO SENZA AIUTI? MEGLIO ORGANIZZARSI PRIMA!

redazionale sponsorizzato
Scritto da Mimom Mag il .

Valentina Desario founder di stancamentemamma.com, un punto di riferimento per le mamme di oggi, ci espone il suo punto di vista riguardo un tema oggi davvero molto caldo: “Crescere figli senza aiuti”. Mission impossible? Abbastanza. Ecco perchè è fondamentale una perfetta organizzazione per non ritrovarsi in situazioni scomode e difficili, che spesso e volentieri portano la neo mamma a dover sentire sulle proprie spalle la quasi totalità della gestione familiare e spesso anche quella lavorativa.

Che siate mamme alle prime armi o mamme già collaudate, ci sono argomenti che purtroppo si ripropongono costantemente durante (almeno) i primi 10-13 anni di vita dei nostri bambini. Valentina Desario ne scrive, ne parla, ne condivide i contenuti per raggiungere più mamme possibili e far si che tali argomenti non diventino tabù ma al contrario diventino terreno fertile per prevenire situazioni e condizioni di totale svantaggio per le mamme. Oggi condivideremo con lei il tema del Villaggio. Mai sentito parlare?

carta famiglia 2020

“Per crescere un bambino ci vuole un villaggio”

Per crescere un bambino ci vuole un villaggio, recita un famoso e anche iper inflazionato proverbio africano.  A me personalmente hanno iniziato a ripeterlo come un mantra, mentre frequentavo il corso preparto, facendomi sognare su questa idea di comunità. Il concetto in sè é molto nobile, non ci sono dubbi, vuol dire che ci vuole una pluralità di contributi, mani, idee, punti di vista, sbagli. Vuol dire che il bambino é fortunato se può confrontarsi anche con diverse personalità, modi di essere, approcciare la vita.

Dove sono finite tutte quelle promesse?

Bene, le mamme di oggi si domandano però molto spesso dove sia finita la promessa di quel villaggio e dove esattamente siano svaniti tutti. Di quel villaggio non pare esserci più traccia, non per tutti certo, ma per molti sì. Rimane in molti casi un senso di frustrazione, di promesse mancate, di un senso di comunità sempre più labile e meno solido. I nonni oggi spesso lavorano ancora, o sono addirittura fisicamente lontani. Oppure non se la sentono di dare una mano, di rappresentare una presenza costante nella vita dei figli e dei bambini. Sono presi da altro, dopo una vita trascorsa a lavorare e crescere i loro figli hanno voglia di godersi un po’ di libertà. Giusto o sbagliato che sia, anche questo é un dato di fatto con cui non si può non confrontarsi, perché fa parte della realtà.

Un punto di vista a mio parere molto interessante per uscire dall’empasse dalle aspettative mancate, (e al quale non avevo sinceramente pensato) in questi termini, lo offre una Tiktoker americana di nome Chancé: “Se le mamme vogliono davvero quel villaggio, in molti casi devono pagarlo: prima di metter su famiglia, fate bene in conti e risparmiate. Fatela finita di dire alle donne che ci vuole un villaggio, perché quando effettivamente non hanno nessuno attorno, questo non fa che ricordare loro che devono sobbarcarsi tutto. Diciamo piuttosto che quel villaggio c’è ma non é gratis e invitiamo le famiglie a pianificare in modo attento la loro vita, ad esempio, prima di decidere di mettere al mondo un figlio“.

gestione del denaro in famiglia
Photo by Damir Spanic on Unsplash

Crescere un figlio senza aiuti: come organizzarsi senza aspettare gli altri

Meglio prevenire che curare“, recitava un vecchio claim pubblicitario. In questo caso lo trovo molto calzante. Siamo state cresciute con l’idea di una società che probabilmente oggi é già molto diversa da quella che hanno vissuto semplicemente le nostre madri e il senso di comunità, di aiuto reciproco, di condivisione sono concetti che in molti casi stanno diventando quasi tristemente obsoleti.

Però forse un’alternativa per vivere meglio e sicuramente con un carico di lavoro meno elevato, é quella di organizzarsi per tempo, anche a livello finanziario, di ponderare prima e con molta attenzione di che cosa abbiamo bisogno, da chi siamo o meno circondati, senza inutili aspettative e false illusioni, rischiando poi di vivere nel rancore magari per anni, proprio per quegli aiuti mancati:

Dobbiamo iniziare a dire alle future famiglie di pianificare in anticipo le spese per il loro villaggio. La presenza di una tata. Pianificare in anticipo la presenza di una persona che possa dar una mano in casa, almeno i primi tempi. Pianificare in anticipo la preparazione del pasto. Pianificare in anticipo un’infermiera per l’assistenza post partum”. Sostanzialmente, analizzare con molta lucidità la propria situazione. I propri rapporti familiari. Ponderare le proprie scelte con la massima attenzione e agire in modo razionale e concreto. Questo non significa rinunciare al lato “romantico” del diventare genitori, ma cambiare mentalità, ovvero smettere di aspettare che qualcuno venga a salvarci.

Il primo villaggio siete voi con il vostro compagno: capite bene se la persona che avete di fianco é quella giusta prima di iniziare il viaggio

Coppia in dolce attesa

Ma pianificare non é solo una questione pratica in questo caso. Il primo villaggio in cui crescerà il bambino é quello composto dalla mamma e dal papà. Quindi é bene ponderare molto bene chi si ha davanti prima di imbarcarsi in certe avventure. Specialmente in quelle dalle quali non si può tornare indietro.

Un partner che fa la sua parte in una relazione, compresi i doveri genitoriali, il carico mentale e le faccende domestiche, la differenza la fa eccome. “Dobbiamo iniziare a dire alle future mamme di scegliere saggiamente il proprio partner. Non solo scegli un uomo che vuole figli, ma scegli un uomo che vuole anche essere padre. Dobbiamo iniziare a dire loro di parlare della divisione del lavoro fin dall’inizio”. Un villaggio è ancora necessario affinché le mamme possano davvero star bene come genitori anziché esaurirsi. Tuttavia, i tempi sono cambiati e un villaggio può ancora essere disponibile per le mamme: devono solo prepararsi in anticipo”.

Articolo a cura di Valentina Desario stancamentemamma.com

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