genitori istruzioni per l'uso

GENITORI: ISTRUZIONI PER L’USO?

Genitori: domande, dubbi, insicurezze…ma esistono istruzioni per l’uso? La psicologa Arianna Terrana ci spiega quali sono.

Genitori quante domande: “Sto facendo giusto? No sicuramente sto sbagliando! Lo metto in punizione? Bè almeno capisce però… se non riesco ad essere coerente? Non riuscirò ad avere più l’autorità? Non voglio fare lo stesso errore dei miei genitori! Ma non posso nemmeno essere amico di mio figlio sennò la gente cosa penserà? Lo metto nel lettone, ma poi lo vizio? Mena tutti dove ho sbagliato? Sarà una fase? Voglio essere una buona madre, voglio essere un buon padre per mio figlio! Insomma cosa devo fare, cosa non devo fare e poi se … “

Genitori: ALT!  Fate un bel respiro e rilassatevi

Ogni genitore si pone delle domande, “Sto sbagliando?” è forse la domanda all’ordine del giorno. Voglio precisare che porsi questi interrogativi è nobile. Significa mettersi in discussione, sapere di avere limiti, sapere di non avere la scienza infusa, sapere di essere umani. Il problema è che lo so che in cuor vostro mirate alla perfezione. Quanti consigli, spesso non richiesti, e soprattutto quante indicazioni diverse vengono date al genitore. Si dice tutto il contrario di tutto! Vedo spesso genitori disorientati, persi, smarriti, come fossero al buio e qualcuno avesse loro spento la luce. Fornire consigli non è mai stato il mio obiettivo ma offrire strumenti per superare alcuni ostacoli e riaccendere la luce, si questo mi piace molto.

Paura di sbagliare: 2 concetti fondamentali

Lo so che hai paura di sbagliare ma stai leggendo questo articolo quindi desideri capire. Dunque siediti, mio caro genitore, e leggi perchè dal mio punto di vista tu sei il primo “esperto” del tuo bambino. Non mi credi? Bene per un attimo, anche solo un istante, smetti di porti tutte quelle domande, smetti di pensare a cosa penserebbe la gente se facessi o non facessi una determinata cosa, togli l’ansia che annienta ogni contatto con la realtà e limitati a fare due cose: respirare e ascoltare.

Stai respirando profondamente? Bene, questo è fondamentale perché il respiro modifica lo stato di coscienza (ma di questo ne parleremo un’altra volta).

Stai ascoltando ciò che accade dentro te nel momento in cui iniziano a sorgere tutte quelle domande? Bene sei allora pronto per continuare a leggere!

Alla fine di questo articolo ciò che dovrete memorizzare sono solo due concetti fondamentali. Scriveteveli, tatuateveli, metteteli come promemoria sul vostro cellulare o ovunque vogliate purché ve lo ricordiate sempre.

  1. I bambini sono capaci di comunicarci tutto. Si hai letto bene, TUTTO. Lo fanno, a seconda dell’età, attraverso modalità differenti che per lo più sono comportamenti e non parole. Devi solo decifrare il loro linguaggio
  2. Siete stati già bambini e questo è un vantaggio straordinario. Si è un vantaggio perché vi permette di rientrare in quella condizione mentale e con un piccolo sforzo comprendere quel linguaggio.

Genitori: manuali si manuali no?!?

Ah dimenticavo di dirvi di smettere di ricercare manuali, pozioni magiche o ricette miracolose perché semplicemente non esistono. Avete però un compito fondamentale quello di sintonizzarvi con il vostro bambino. Ricordate le due premesse per leggere l’articolo respirare ed ascoltare? Ecco questi sono i due ingredienti per rendere possibile la sintonizzazione. Se volete cercare un professionista andate da colui che vi aiuterà ad ascoltare il vostro bambino non da colui che vi offrirà consigli e conseguenti sensi di colpa per quanto fatto fino ad oggi. Il mestiere del genitore è un’arte che si apprende facendo, sbagliando, mischiando il proprio mondo con il mondo dell’altro. Un’ arte che non viene insegnata e ciò che sappiamo è frutto dell’unione di istinto e ereditarietà. Ogni volta che quel senso di colpa vi assale riosservate la vostra storia, ripercorretela e guardate da dove siete venuti e perdonatevi per quell’urlo in più, per aver perso la pazienza, per aver reagito male, per non aver dato il buon esempio. Respirate ed ascoltatevi ma soprattutto abbracciatevi accarezzando quel bambino che inevitabilmente si è risvegliato dentro voi. Eh già perché i figli hanno questa grande capacità quella di riaccendere dei dolori, delle paure, delle angosce, delle ansie, dei momenti di rabbia che sono piccole ferite aperte. Lo so è molto forte quello che dico ma se per un attimo provassi ad ascoltarti daresti un nome a tutti quei sensi di colpa.

E poi cari genitori chiedetevi se siete sufficientemente aiutati, se c’è qualcuno che vi supporti e vi affianchi in questo duro mestiere che inevitabilmente si fa in due ed ognuno lo farà a suo modo.

Esempi concreti…

Voglio passare a degli esempi concreti, molto comuni affinché possiate comprendere meglio quanto sto dicendo. Il vostro bambino piange la notte e non c’è verso di farlo dormire nel suo letto. Ma “ormai è grande, ha tre anni, me l’ha detto la pediatra e anche la terapeuta, non può dormire vicino a me. Deve imparare a stare nel suo letto. Lo dicono tutti!”. Prima di optare per la ricetta preconfezionata secondo cui un bambino a “tre anni ormai è grande e deve addormentarsi nel suo letto” vi siete mai chiesti cosa vi sta comunicando?

Porsi le giuste domande

Cosa vi sta dicendo quando la notte piangendo viene in camera vostra? Non chiedetegli perché sta piangendo, cercherebbe di trovare una spiegazione razionale, ma chiedetegli cosa sta succedendo, cosa lo fa piangere. Questo vi permetterà di aprire la possibilità ad un dialogo meraviglioso e sarà vostro solo vostro perché ogni bambino possiede dentro sé il suo vissuto.

Sarà la vostra ricetta in quel determinato periodo di vita. Siate curiosi di capire ma soprattutto siate attenti ad ascoltare. Non vi impuntate in ciò che si dice sia giusto fare, quelle cose lasciatele a chi vuol trasformare in soldi le vostre preoccupazioni. Le risposte giuste le troverete nell’ascolto del vostro bambino. Più sarete sereni più permetterete alla relazione di avanzare. Più sarete sereni più permettere la sintonizzazione.

Avete paura dell’errore?

Bè guai se non sbagliaste. Gli insegnereste che siete infallibili. Piuttosto correggete i vostri errori. Tornate sui vostri passi. Ammette di aver sbagliato, chiedete scusa ai vostri figli e vedrete che darete vita ad una possibilità meravigliosa: la possibilità di ascoltarvi reciprocamente nel profondo. Abbiate fiducia in voi stessi e seguite il vostro istinto, sempre. Se continuassi a scrivere rischierei di annoiarvi per questo, per ora, mi fermo ma … siccome vi conosco so già che vi state facendo altre mille domande. Per questo voglio offrirvi ulteriori strumenti rispondendo a quella domanda che forse ora più di tutte vi martella la testa: “ Cosa devo fare per ascoltare il mio bambino?”.

Lo scopriremo insieme tra le righe di un nuovo articolo. Lo so che vorreste un manuale d’istruzioni ma io vi invito a progettare e scrivere il vostro, tenendo a mente quella luce e quei due pilastri fondamentali scritti all’inizio. Ciò che ne uscirà sarà la mappa capace di guidarvi in quest’avventura strepitosa dell’essere genitori.

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GENITORIALITA', PSICO-PILLOLE


Arianna Terrana

  Sono Arianna Terrana, Psicologa per scelta e passione. Mi occupo di perinatalità, dell’infanzia e della relazione genitore-bambino. Sto accanto alle famiglie per sostenerle ed accompagnarle nel loro cammino di vita. Lavoro con il corpo e non solo attraverso le parole per questo sono formata in PsicoNeuroEndocrinoImmunologia e sono insegnante di Massaggio Infantile (A.I.M.I.).  

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