TRASFERIRSI ALL’ESTERO CON I PROPRI FIGLI? ISTRUZIONI PER L’USO!

Scritto da Mimom Mag il .

Trasferirsi all’estero con i propri figli non è cosi complicato come si immagina, Oggi le Dott.sse Eleonora e Irene di Wind Rose ci regaleranno una mini guida su come prepararsi alla partenza!

Trasferirsi all’estero con i propri figli è una scelta importante. Un trasferimento all’estero può rappresentare una grande opportunità di cambiamento e di crescita per tutta la famiglia. Abbandonare i propri punti di riferimento, pratici ed affettivi, per affacciarsi alla vita da expat ripartendo da zero, porta con sé un’infinità di sfumature emotive di cui è importante tenere conto. Soprattutto se a partire con voi ci sono anche i vostri figli. Indipendentemente dalla loro età, qualche piccolo accorgimento vi aiuterà a rendere l’espatrio un cambiamento graduale e armonioso.

Trasferirsi all’estero: preparate i vostri figli alla partenza

Spesso si tende a dare per scontato che i più piccoli si adatteranno al cambiamento senza troppe difficoltà, ma non è sempre così. Il modo migliore per prepararli alla partenza è sicuramente parlarne. Rispondere alle loro domande con un linguaggio appropriato rispetto alla loro età, ma in modo sincero. Se ne potrà parlare, ad esempio, nei termini dell’inizio di una nuova avventura in cui si incontreranno nuovi amici. Potrete rassicurare i vostri figli sul fatto che alcune cose saranno esattamente come a casa.

Potrete puntare quindi sugli aspetti positivi e sulla manifestazione di un clima sereno e incoraggiante. Spiegare dove si sta andando e soprattutto perché lo si sta facendo, li aiuterà a capire meglio tutto ciò che accade. Potrete coinvolgerli nel processo decisionale e organizzativo (ad esempio, dando loro il compito di preparare autonomamente uno zainetto con i loro giochi preferiti). Questo farà sentire anche a loro di avere il controllo in un momento in cui, altrimenti, potrebbero sentirsi molto confusi e in preda agli eventi.

Trasferirsi all’estero: siate una squadra!

L’aspetto più importante riguarda la condivisione di tutto il percorso pre-partenza e dei relativi vissuti emotivi. State affrontando questo grande cambiamento tutti insieme. Condividerne da un lato l’entusiasmo, ma dall’altro anche le fatiche, aiuterà tutti ad a fronteggiare più positivamente ogni passo. Da un punto di vista più pratico, cercate di dividere equamente i compiti. In tal modo nessuno si sentirà sovraccaricato e sussisterà lo spirito di collaborazione.

Trasferirsi all'estero con la famiglia
Foto di HiveBoxx su Unsplash

Anche i più piccoli possono essere coinvolti in qualche piccolo compito, che può essere affrontato in maniera giocosa e divertente. Trovate il tempo di dedicarvi tutti insieme alla scoperta della vostra futura città ed, eventualmente, della nuova lingua. Lingua che potrà iniziare ad essere praticata a piccole dosi insieme ai vostri figli. Tutto questo promuoverà emozioni positive riguardo alla partenza. Inoltre, consentirà a ogni membro della famiglia di sentirsi meno solo e disorientato rispetto al grande cambiamento in vista.

Organizzate una festa di saluti

Una grande preoccupazione sarà indubbiamente quella di allontanarsi dai propri affetti e, anche in questo caso, risulterà importantissimo poterne parlare apertamente. Potrete cercare di rassicurare i vostri figli rispetto alla possibilità di mantenersi regolarmente in contatto con i propri parenti e amici, specialmente tramite le videochiamate. Organizzare una festa e un momento di saluti prima della partenza, renderà il passaggio più semplice e faciliterà la possibilità di “chiudere un cerchio”, creando spazio per l’inizio della nuova avventura.

Trasferirsi all’estero: quando partire?

Un buon momento per partire è quello che precede l’inizio della scuola, in modo che i vostri figli non debbano affrontare troppe novità tutte insieme e abbiano la possibilità di ambientarsi e di andare alla scoperta del luogo di arrivo, prima di affrontare l’inserimento nel nuovo ambiente scolastico.

Come sentirsi a casa, lontano da casa?

Nei primi tempi sarà molto importante ricreare e mantenere le abitudini di casa per promuovere l’adattamento alla nuova realtà; sarà importante anche collocare da subito gli oggetti più familiari nelle camerette dei più piccoli, mentre i più grandi potranno essere coinvolti nell’apertura degli scatoloni e nella sistemazione delle proprie cose nella loro stanza. Riprodurre l’ambiente e la routine dei vostri figli nella nuova abitazione contribuirà a farli rispondere meglio al cambiamento in corso e farà presto sentire tutti nuovamente “a casa”.

Trasferirsi all'estero
Foto di HiveBoxx su Unsplash

Expat Child Syndrome, di cosa si tratta?

Preparare adeguatamente i vostri figli prima della partenza vi aiuterà a prevenire anche la possibilità che sviluppino la cosiddetta “Expat Child Syndrome” (ECS), una sindrome dovuta al grande numero di cambiamenti che ci si trova ad affrontare tutti in una volta. Lasciare la propria casa e il proprio ambiente socio-culturale, mentre ci prepara ad affrontare le sfide legate al fatto di dover instaurare nuove relazioni, inserirsi in una nuova scuola, comunicare in una lingua diversa e tutto il resto, può generare un distress psicologico spesso difficile da riconoscere.

Come si manifestano i sintomi dell’Expat Child Syndrome

I sintomi possono manifestarsi in maniera diversa a seconda dell’età e della personalità di ogni bambino, ma sarà sicuramente importante prestare attenzione a: cambiamenti d’umore e irritabilità, ritiro sociale e isolamento, senso di solitudine, cambiamenti nelle abitudini alimentari, disturbi del sonno e problemi di attenzione e concentrazione.
Nel caso in cui dovessero manifestarsi alcuni di questi segnali, sarà fondamentale dedicare il giusto tempo a una comunicazione empatica con i propri figli, in merito al cambiamento in corso e alle relative difficoltà, Oltreché promuovere i contatti con i vecchi amici e parenti e la possibilità di conoscere altri expat della loro età con cui possano comunicare nella propria lingua di origine. A questo proposito, le scuole internazionali offrono l’opportunità di entrare in contatto e di confrontarsi con coetanei che condividono situazioni e vissuti emotivi simili. Laddove la situazione dovesse cronicizzarsi, o aggravarsi particolarmente, sarà opportuno intervenire contattando un professionista.

A chi rivolgersi in caso di difficoltà?

Wind Rose è un servizio di supporto psicologico per espatriati gestito da due psicologhe milanesi che accompagnano famiglie, o singoli individui, nel percorso legato al trasferimento all’estero. Dalla consulenza pre-partenza, fino al supporto psicologico e ai percorsi di sostegno alla genitorialità (disponibili anche per via telematica) una volta arrivati a destinazione, i loro servizi rispondono al bisogno di expat provenienti da ogni parte del mondo, essendo disponibili in lingua italiana, inglese e francese. Cliccando qui troverete maggiori informazioni su di loro e su tutti i servizi che offrono.

Commento

  • Grazie per i preziosissimi consigli. Credo che le famiglie che decidano di intraprendere questo passo debbano essere sostenute e aiutate soprattutto se hanno bambini a seguito!

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