MAMME EXPAT- DIVENTARE MAMME ALL’ESTERO: LA STORIA DI GIULIETTA!

Scritto da Mamme e papà il .

Mamme Expat: Giulietta racconta la sua storia. E’ partita per Parigi quando era in dolce attesa… una storia piena di emozioni, cambiamenti e difficoltà. Il suo racconto commentato dalle psicologhe di Windrose-psy.

“Sono diventata mamma all’estero. A Parigi è nata la mia prima figlia, il 10 ottobre del 1997, e a Parigi sono nate le sue sorelle negli anni successivi. Sono arrivata in Francia in primavera, ero incinta di quattro mesi. Mio marito, che viveva a Parigi ormai da oltre un anno, aveva cercato di corsa un ginecologo quando, qualche mese prima, avevamo scoperto che saremmo diventati genitori. Mille paure, tante domande, poche risposte chiare nella mia testa.”

L’esperienza di una mamma expat

Inizia così il racconto di Giulietta, che ci porta la sua esperienza nel diventare mamma expat. Si apre con dei grandissimi cambiamenti; trasferirsi in un paese sconosciuto e affrontare la prima gravidanza in un contesto totalmente nuovo.

“Dagli inizi non avevo avuto una gravidanza facilissima, ma il mio onnipresente ottimismo mi ha aiutata a mantenere il sorriso, e così ho superato ostacoli, minacce di parto prematuro, due mesi a letto, con entrate e uscite dall’ospedale, e tutto questo in una delle estati più calde che Parigi avesse conosciuto fino li. Ero sola, eravamo soli, noi due e il nostro bebé. Forse la solitudine di quei mesi è stata la parte più complicata di quella mia prima gravidanza. Mamma e papà vennero a trovarmi a più riprese e anche mia sorella mollò le sue piccole per qualche giorno per venire a tenermi compagnia.

Difficoltà e incertezze…

Mio marito si fece in quattro per aiutarmi a rendere le lunghe giornate meno lunghe e, soprattutto, per aiutarmi a non pensare troppo ai tanti ostacoli che stavo incontrando lungo la strada prima di arrivare al traguardo e abbracciare la mia splendida Federica.

Furono mesi lunghi, solitari, mi concentrai sulla lettura che avevo sempre amato, sul ricamo, scoperto li per li, sui pochi amici che la sera riuscivano ad unirsi a noi e a spezzare la monotonia dell’attesa.
Ho avuto tanto tempo per immaginarmi il seguito, per cercare risposte, per analizzare le mie paure. In tutto questo fantastico è stato il supporto di mia sorella che non solo sapeva cosa voleva dire diventare mamma, ma anche diventarlo lontano dai propri punti di riferimento, dalle proprie sicurezze, in una lingua diversa e in un paese che ti ha accolta ma ancora non assorbita nel suo intimo.

Mamme expat e la solitudine

In questo paragrafo emerge un tema centrale della vita di una mamma all’estero: la solitudine. Quando ci si sposta per seguire il proprio partner, non si è sempre preparati a lasciare i propri affetti alle spalle e iniziare una nuova vita in un paese sconosciuto. Soprattutto durante i primi tempi, può essere disarmante non avere una rete sociale a cui poter fare riferimento, specialmente se si sta affrontando un periodo particolarmente pieno di cambiamenti come quello della gravidanza che ci racconta Giulietta.

L’importanza di mantenere rapporti sociali con le persone care

È importante però non lasciarsi prendere dallo sconforto e ricordarsi che è una condizione assolutamente normale. Giulietta, nel suo racconto, ci suggerisce già un modo per affrontare questa solitudine: appellarsi alle proprie amicizie e ai rapporti famigliari. Quando ci si sente soli, è molto utile cercare di mantenere i rapporti e i contatti con quelle reti sociali già esistenti, che spesso e volentieri sono più che felici di rendersi utili.

La condivisione e gli interessi rappresentano un valido aiuto

Ci sono poi altre due modalità citate da Giulietta per affrontare questo tipo di situazioni: una è condividere e l’altra è crearsi dei nuovi interessi. Condividere con qualcuno le proprie paure e ricevere consigli da chi ha già sperimentato un’esperienza simile, come ha fatto Giulietta con sua sorella, può essere molto rassicurante. Innanzitutto, aiuta a ridimensionare il sentimento di solitudine e, secondariamente, ci può guidare nel vivere al meglio una situazione nuova e a tratti spaventosa.
L’altro aspetto sottolineato è quello di riprendere vecchie passioni e crearsi dei nuovi hobby. Giulietta, infatti, per combattere la solitudine, si dedica alla lettura e inizia un nuovo passatempo: il ricamo. Il fatto di riprendere vecchie passioni o scoprirne di nuove può migliorare notevolmente il proprio stato. E contribuire così a creare un clima più propositivo e meno passivo.

Ero la prima delle mie amiche a partorire..

“Ero la prima delle mie amiche a partorire e nei pochi mesi parigini non avevo ancora avuto il tempo di intrecciare legami solidi, quella rete fondamentale per rasserenarci quando tutto intorno si complica, tutto era nuovo, come per qualsiasi futuro neo genitore, ma in più noi due potevamo contare solo l’una sull’altro, unico punto fermo, come d’altronde accade in ogni occasione quando in coppia e in famiglia si decide di girare per il mondo.

Mamme expat: quando è nata Federica…

Federica è nata alle 9:45 dopo un parto eterno, o almeno così mi è sembrato. Nel tardo pomeriggio i miei genitori sono arrivati a Parigi e il mattino dopo mia sorella accompagnata dalla maggiore delle sue figlie, Julia, tre anni. Mi ricordo ancora, uscivo dalla sala cambio avviandomi pian piano verso la mia stanza con la mia piccola in braccio quando la mia mamma è uscita emozionata dall’ascensore.

I miei genitori erano lì, mia sorella era lì, stretti in un abbraccio, pronti a condividere con noi il momento più bello della nostra vita. Devo dire che i miei genitori nel giro di 8 anni sono diventati nonni sei volte. E sempre, ogni volta, sono saltati su un aereo o un treno per correre al capezzale di una di noi. Non perdersi nulla delle prime ore di vita dei loro nipotini e abbracciare noi figlie girovaghe. Mia mamma ha continuato a farlo poi per il primo pronipote. E chissà forse potrà ancora farlo in futuro per gli altri quando verrà il momento.

La famiglia per me era fondamentale…

La famiglia intorno per me era fondamentale, non avrei immaginato il dolore di partorire senza il loro calore intorno, esattamente come per me era importante avere mio marito accanto in quelle lunghe ore in sala parto. Mia mamma poi rimase con me per un paio di settimane, il tempo per me di capire come funzionava e per lei di godersi i miei primi momenti da mamma. Fu lo stesso in seguito quando nacquero Chiara prima e poi Camilla, per ogni nipote la presenza della nonna per qualche giorno, quella condivisione di emozioni unica e irripetibile. Sono stata fortunata ad averli vicini, così come in un certo senso ad averli lontani.

Diventare genitori in autonomia

La lontananza ha permesso a noi di diventare genitori in completa autonomia senza dipendere dai nonni. Dando nonostante tutto a questi ultimi la possibilità di godersi i nipoti non per dovere ma per piacere. Non dovevano fare i nonni a tutti i costi, correndo a scuola e tenendoli per giornate intere, ma potevano farlo condividendo la nostra vita, nella nostra casa e senza obblighi, solo il lato piacevole dello stare insieme.

Famiglia Expat

Mamme expat: il tema della distanza e dell’autonomia

Torna il tema della solitudine e dell’importanza di avere i propri cari vicini. Si apre però anche un altro tema: quello della distanza. In questo caso vediamo come lontananza e vicinanza siano spesso due facce della stessa medaglia. Giulietta ci porta un bellissimo esempio di equilibrio tra queste due dimensioni. Ci racconta infatti, come da un lato la vicinanza dei genitori e della sorella siano stati fondamentali per lei, ma dall’altro, ci dice quanto la distanza, anche fisica, le abbia permesso di vivere la propria genitorialità in modo autentico e autonomo. Questo succede perché, una volta interiorizzate le proprie radici in modo profondo, allontanarsi dal nucleo di origine, può permettere di trovare quel coraggio necessario per sperimentarsi in modo assolutamente autentico e non condizionato da preconcetti o pregiudizi.

Le sfide di avere un figlio all’estero

Avere un figlio all’estero, soprattutto quando è il primo, ci mette davanti enormi sfide, ma ci permette di plasmarci come genitori in un modo, credo, molto diverso. Abbiamo il lusso di poter prendere il meglio dell’essere genitori del nostro paese ospitante, mescolandolo ai nostri appigli culturali. Mi piace pensare che ogni paese in cui sono passata, a partire dal primo, la Francia in cui sono diventata mamma, abbia lasciato un piccolo segno nel mio modo di essere e rapportarmi con le mie figlie. Non sono una mamma italiana, sono piuttosto una mamma multiculturale.

Mamme expat: approcci e punti di vista

Questa ricchezza di approcci e punti di vista mi ha molto aiutata. Lo stesso modo di vivere la gravidanza in modo molto più naturale e meno medicalizzato, rispetto a quello che avevo “assaggiato” nei prima mesi in Italia, mi è piaciuto e mi ci sono plasmata dentro, lasciandomi cullare da un approccio totalmente rilassato. E così ho proseguito nel mio essere mamma, di una, poi due e alla fine tre bambine. Forse con più responsabilità, perché quando ci si sposta in giro per il mondo e ci si allontana dalla famiglia di origine, si sente a volte forte il peso di essere da soli, ma anche con la grandissima libertà di plasmarci come genitori, senza dover necessariamente entrare in schemi precostituiti!

La ricchezza di essere mamme expat

Ed ecco il fulcro del nostro racconto: la ricchezza di diventare mamma all’estero. Giulietta ce lo dice benissimo; diventare genitore all’estero nasconde delle difficoltà non indifferenti, ma ha anche degli aspetti bellissimi e unici. Uno di questi è la possibilità di integrare diverse culture nel proprio modo di essere genitore. Entrare in contatto con una o più culture diverse ci permette di attingere agli aspetti positivi della propria cultura e di quella del paese ospitante, dando così vita a un proprio modo di essere genitore, del tutto nuovo, libero e particolarmente ricco.

Per riuscire a vivere al meglio questa bellissima esperienza, che, come abbiamo visto, può nascondere anche alcune insidie e difficoltà, abbiamo creato uno spazio di ascolto e sostegno psicologico dedicato anche alle mamme expat.

Per maggiori informazioni e per contattarci, potete visitare il nostro sito!

Giulietta e Windrose-psy

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