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GENITORI E SOCIAL: L’ERBA DEL VICINO È SEMPRE PIÙ VERDE?

Scritto da Mamme e papà il .

Genitori e social: quando le vite perfettamente dipinte e messe in vetrina generano insoddisfazione, frustrazione e ansia, soprattutto ad altre mamme. Non è oro tutto quello che luccica. Ce ne parlano oggi: Chiara Tranquillino Minerva e Chiara Cattaneo.

Genitori, famiglie e bambini sui social…

La diffusione dei social media ha permesso alle persone di essere sempre connesse tra loro,  di accedere a notizie ed informazioni in modo veloce e costante, di avvicinare realtà geograficamente estremamente distanti. Ma. Ma c’è un ma. Questa possibilità di avere uno sguardo sempre connesso sulla vita degli altri ha portato a sentirsi “on-life” e non più semplicemente “on-line”.

Mamme e papà social e la loro vita perfetta…

Baby Shower

Questo stato di perenne connessione ha causato la maturazione di nuove forme di insoddisfazione e malessere. Ogni giorno vediamo foto, stories, post di mamme (o più comunemente genitori), che sembrano fare solo cose interessanti, gestire con facilità ogni imprevisto e avere una vita ben pianificata e soddisfacente in ogni aspetto. È un tripudio di case perfette, vite scandite da ritmi perfetti, bambin*  perfett*  che dormono immobili in ceste di vimini mentre la mamma (più comunemente) o il papà, anch’essi perfetti nel loro abbigliamento sempre impeccabile, preparano una colazione di cinque portate con pancake ai licheni artici e frutta della Papuasia.

Sia chiaro, qui non si vuole fare una distinzione tra chi è migliore di chi. Non esiste un migliore e non c’è giudizio sulla mamma che porta i figli a scuola in tuta, né su quella che li porta ben vestita e truccata. Non c’è distinzione tra la crostatina del mulino bianco e il pane fatto in casa, niente di male se qualcuno cucina con i licheni. Il problema è quando un esempio (qualunque esso sia), viene posto come componente imprescindibile per essere dei bravi genitori. “Se non fai così, allora sei un genitore di serie B”.

Genitori e social: quando il confronto genera frustrazione e ansia

Confrontare la nostra vita reale con quello che gli altri decidono di mostrare genera inevitabilmente frustrazione e ansia da performance.

Questo succede se non si mantiene la corretta lucidità nell’utilizzare i social e non si ha la granitica certezza che non tutto quello che si vede rappresenta la vita degli altri al 100%. Anche se a livello razionale sappiamo che quello che viene mostrato sui social non è la realtà totale, a livello emotivo la cosa potrebbe destabilizzarci comunque.

Perché le vite social delle altre mamme e famiglie ci destabilizzano?

Perché i social media alterano la percezione che abbiamo non solo di noi stess*, ma anche di tutto il resto del mondo che ci sta intorno. That’s it. È importante prendere consapevolezza di questa cosa perché è difficile esserne immuni. “Mia figlia camminava a 7 mesi”. “Ah la mia disegna meglio di Van Gogh”. “Ah, perché il mio? Ha costruito il Colosseo a grandezza naturale con le Lego a soli 2 anni e adesso studia in California, dove viviamo”.

Genitori e malessere da social? Just unfollow!

Quando, dopo una scrollata veloce sul feed, più che una sensazione di stacco positivo dalla realtà, proviamo malessere, è giunto il momento di riflettere. Cosa fare quindi? Unfollow. I social hanno un grande vantaggio: si può decidere, in un solo click, di non seguire più chi ci genera un sentimento di inadeguatezza profonda, chi ci fa sentire non all’altezza, giudicati, accusati. Un semplice unfollow può allontanarti da una trappola invisibile: se è vero che “Il confronto è il ladro della gioia”, smettere di mettere a confronto la propria vita, routine o felicità con quella degli altri, è il primo modo per tornare a respirare. Cerchiamo di cogliere il positivo che i social ci possono dare: seguiamo chi ci da spunti di riflessione, di confronto, di ispirazione, ma anche chi ci regala benessere e una risata. Fuggiamo invece da chi cerca di farci sentire inadeguati, sbagliati, fuori tempo. Anche inconsapevolmente.

Essere genitori non è una performance

Con il tempo i social media sono diventati l’habitat naturale delle aspettative poco realistiche. Tutti i social e la stragrande maggioranza dei profili che li popolano danno prova quotidiana di mancanza di autenticità. L’esperienza autentica non è mai confezionata a misura di telecamera, né è mai perfetta dal punto di vista di trucco, parrucco e paesaggio. L’esperienza capita in maniera quasi del tutto casuale, e tutto quello che aiuta e favorisce l’ideale, non è qualcosa che fa bene alla nostra idea di quotidianità.

Polizza animali domestici

Sono le persone che decidono cosa mostrare sui social

Col tempo tendiamo a dimenticare che la realtà non è fatta così, un po’ come guardando un film a luci rosse ci si può dimenticare che il sesso vero è tutta un’altra cosa. Inoltre, guardando i social e vedendo la perfezione delle famiglie altrui, tendiamo inevitabilmente a pensare che la nostra quotidianità sia assai più misera e “allo sbaraglio”, quando non è affatto così. La verità è che quando guardiamo un video sui social, per quanto possa sembrare naturale e autentico, non possiamo avere idea di quello che c’è dietro. Fuori dall’inquadratura di una foto che mostra una tavola perfettamente apparecchiata per la colazione, potrebbe esserci un bimbo che si sta pulendo le mani sporche di cioccolato sul divano. Potrebbe ovviamente.

Questo vuol dire che tutti i profili sono finti e costruiti? No. Vuol dire che chi mostra, ad esempio, una tavola ben apparecchiata è una persona falsa? Certo che no. Esistono narrazioni vere? Certo che si.

Ricordiamoci sempre che, anche nella narrazione più autentica e genuina, è sempre la persona che decide cosa mostrare sui social e cosa no. Quello che vediamo sui social non è la totalità della realtà, è importante quindi cercare di non paragonare le nostre vite a parti di vita altrui per evitare di cadere in una spirale di frustrazione da social.

Cosa ne pensi? Sui social ti capita di trovare più profili costruiti o più profili spontanei? Ti è mai capitato di vedere un post altrui e fare un paragone con la tua vita?

 

Articolo a cura di Chiara Tranquillino Minerva e Chiara Cattaneo

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