LIBRI AL MACERO? PURTROPPO SI. ECCO COME SALVARLI!

Scritto da Chiara Tranquillino Minerva il .

Libri al macero?  Troppe pubblicazioni, troppi titoli, pochi libri letti. Ecco che i libri diventano prodotti morti. Ne parliamo con Chiara Tranquillino Minerva e Nuova Ipsa Editore.

#salviamoilibridalmacero Si tratta di una e vera propria mobilitazione, per lo più di piccole editorie indipendenti e dei privati cittadini, per far fronte a una amara verità: i libri pubblicati ogni anno in Italia non sono immortali, se non vendono, il loro probabile destino potrebbe essere il macero.

Ecco gli ultimi dati Istat sui libri

Gli ultimi dati Istat indicano che, solo a fine del 2021, sono state pubblicate 85.551 novità a stampa, in crescita del 22,9% rispetto all’anno precedente. Ogni anno, quindi, si pubblicano una notevole quantità di libri, da centinaia a poche migliaia di copie a titolo, destinati a quasi 24 milioni di lettori circa, che in gran parte non leggono nemmeno un libro al mese.

Salvare i libri dal macero
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Libri al macero: non tutti trovano spazio nelle librerie

E purtroppo non tutti i libri trovano spazio nelle librerie. E quando ci finiscono, ci restano per un tempo limitato: dai due ai nove mesi, a seconda della loro vendibilità. Solo in casi eccezionali i libri restano in libreria oltre una manciata di mesi. È il caso, ad esempio, dei classici, di quei libri, cioè, che per qualità e storia sono, in teoria, vendibili per un tempo non delimitato.

Quando i libri diventano prodotti morti…

Quando un libro ha cessato la sua esistenza estemporanea, e cioè quando, dopo pochi mesi, non vende più ed è un prodotto “morto” per il mercato editoriale, l’editore si trova di fronte a diverse possibilità:

  • Mercato dei remainders. Il libro, ormai non più in commercio, fisicamente esiste ancora in un numero variabile di copie che costituisce la giacenza di magazzino. L’editore immette tali giacenze nel circuito dei remainders. I libri, cioè, sono venduti in librerie specializzate con uno sconto anche fino al 70% o 90% del prezzo di copertina;
    • Stockisti e a bancarelle dell’usato, a cui l’editore prova a vendere blocchi di libri fuori commercio a cifre irrisorie;
    • L’autore, avvertito dall’editore che il libro è fuori commercio e che ci sono giacenze di magazzino, ha l’opportunità di acquistarne tutte o una parte con uno sconto significativo, preoccupandosi poi in prima persona di piazzare le copie, regalandole o rivendendole
    • Il macero, come ultima possibilità. Da questo processo l’editore non ricava nulla, ma è una scelta inevitabile perché c’è bisogno di liberare spazio e ridurre le spese di magazzino. Negli ultimi anni hanno preso piede iniziative finalizzate a salvare i libri, alcune sono eroiche e di piccola portata, altre invece sono più complesse e cercano di agire sui grandi numeri. Tuttavia, ogni iniziativa del genere è inevitabilmente insufficiente a rispondere a una produzione imponente.

Salvare i libri dal macero: un tentativo quasi dovuto

Salvare i libri dal macero penso che sia un tentativo, quasi morale, che tutti dovremmo provare a portare avanti, anche nel proprio piccolo. Perché mi piace pensare che sia un modo per diffondere cultura e per non disperderla, perché ogni libro parla a qualcuno, bisogna fare in modo solo che quel qualcuno ne venga in contatto. Per questo motivo il tema mi sta tanto a cuore da arrivare a intervistare Nuova Ipsa Editore  su questo annoso tema.

libri
Photo by Paige Cody on Unsplash

Nuova Ipsa Editore: la storia di una casa editrice

Raccontatemi un po’ di voi: chi siete, di cosa vi occupate, che cosa vi differenzia rispetto ad altre librerie o ai colossi dell’editoria.

Quasi 42 anni di attività sono tanti da raccontare. Di strada ne abbiamo fatta tanta. Tutto nasce da un giovane medico, sognatore, vulcanico e pieno di sogni, il dottor Claudio Mazza, mio padre. Negli ottanta, studiava medicine alternative, tra cui omeopatia, iridologia e medicina tradizionale cinese.
I testi in italiano erano pochi, le case editrici che trattavano questi argomenti pochissime, costretto a studiare su libri in lingua straniera, ebbe l’idea di fondare e aprire la Nuova Ipsa Editore e occuparsi di tradurre i testi fondamentali di queste discipline.

Abbiamo pubblicato i più importanti testi di medicina omeopatica, ancora in catalogo da 42 anni, oltre a testi di medicina tradizionale cinese, iridologia e tanto altro. Negli anni il mercato è mutato, ci siamo allargati pubblicando testi sull’alimentazione, su come vivere meglio fino ad arrivare alla saggistica e alla narrativa. Il sogno sarebbe quello di continuare a scovare libri validi, sia in ambito medicina naturale sia per quanto riguarda la letteratura, autori che possano lasciare un valido messaggio nelle loro storie.

Cosa c’è dietro la pubblicazione di un libro

Mi volete raccontare cosa c’è – in termini di sforzo economico e umano – dietro la pubblicazione di un libro? E cosa vi porta a scegliere di trattare un tema piuttosto che un altro?

Scegliere di pubblicare un libro non è semplice, non facciamo editoria a pagamento e quindi gli sforzi sono molteplici. Prima di tutto la valutazione, nel nostro caso, agendo su più campi, ci avvaliamo di più figure professionali, dipende dall’opera che ci viene proposta.

Le fasi di valutazione, correzione e pubblicazione dei libri

Dopo la fase di valutazione, viene firmato il contratto con l’autore e iniziamo la fase di correzione che spesso richiede tempi lunghissimi. Contemporaneamente si inizia la fase di promozione del libro, tramite i canali di promozione. Dopo 3-4 mesi, la promozione ci comunica il numero di copie che sono riusciti a far prenotare alle poche librerie rimaste e ai vari siti e-commerce.
A questo punto si deve decidere la tiratura da stampare, oggi esiste la stampa digitale e non siamo costretti a stampare le migliaia di copie così come avveniva fino ai primi anni del 2000. Quindi siamo noi a investire sulla stampa, sulla promozione, sul trasporto dei libri ai magazzini dei distributori e anche sulle rese che ci vengono fatte costantemente.

Lo sforzo economico è enorme e spesso non ricompensato.
Lo sforzo umano è un piacere immenso, facciamo nascere libri e per noi è un’enorme soddisfazione.

Libri e mercato dell’editoria: cosa è cambiato

Come sta andando il vostro mercato e il mercato dell’editoria in generale negli ultimi anni? Rispetto agli inizi è cambiato?

Il mercato cambia continuamente e spesso non è facile stargli dietro. Per noi è cambiato tantissimo, fino al 2010, anno più anno meno, esistevano tante scuole di medicina omeopatica, tante aziende farmaceutiche omeopatiche, questo ci ha consentito di vendere una grande quantità di libri.
Poi l’Italia ha deciso che la medicina omeopatica non è una medicina, e viene boicottata in tutti i modi possibili. Tante scuole sono state chiuse, le aziende che producono farmici omeopatici sono ridotte a lumicino e questo ci ha portati a investire di più sui libri sul benessere in generale, sull’alimentazione e tantissimo sulla saggistica, letteratura e libri per bibliofili.

Investimenti su saggistica e letteratura: più investimenti e più difficoltà

A questo punto nascono i nuovi problemi, far emergere un autore di romanzi non è lo stesso che far conoscere un libro di medicina (era quasi in automatico la diffusione del libro tramite le scuole di formazione). A questo aggiungiamo i notevoli problemi che nascono dalla distribuzione, se non hai un colosso nazionale che ti distribuisce diventi quasi inesistente nelle librerie.
Allora si investe per entrare nella grande distribuzione, risultato disastroso per la quantità di libri che sei costretto a produrre sia come novità che come numeri. Gli sconti che ti vengono chiesti vanno dal 60% al 70%, e quante copie dobbiamo vendere per riuscire a sopravvivere?

Produrre, produrre, produrre…poche vendite e tanta resa!

Si inizia a produrre, produrre, produrre, spesso anche libri che non avresti voluto fare, ma il risultato è disastroso, pochissime vendite e tonnellate di resa. Aggiungiamo che negli ultimi 15 anni tutto gira online, colossi come Amazon prendono il sopravvento su tutto. Allora ti viene chiesto di investire denaro e tempo sui social perché solo così puoi emergere.
Ma anche questa è una giungla, se non hai i contatti e gli agganci giusti, tutti gli sforzi diventano vani. Recentemente ci è stato detto che non cresciamo perché non siamo presenti su Tik Tok.
Non andiamo oltre perché potremmo non finire più di raccontarvi il mondo dell’editoria.

Quando un libro non vende…

Quando un libro non vende, come la vivete voi come editore? Ho sempre immaginato ci sia un sodalizio umano e intellettuale, oltre che professionale, tra un autore e la propria casa editrice, sbaglio?

Questa è una domanda speciale! Per noi ogni libro è unico, così come per l’autore che lo scrive.
Chiaramente è una riflessione che faranno tutti gli editori e tutti gli autori. Il rapporto tra l’editore e l’autore è molto pericolare e sempre diverso.

Dipende molto dall’autore che ti trovi davanti. C’è l’autore che pensa solo a farsi pubblicare il libro: il suo sogno è realizzato. Sparisce, non lo vedi e non lo senti più, pensa che tutto debba farlo l’editore e ti chiama dopo un anno per sapere quanti diritti ha accumulato.
Poi c’è l’autore col quale nasce una profonda amicizia, ti aiuta nella diffusione e promozione dell’opera e inizia un rapporto duraturo, forte e pieno di passione. Non siamo più editore e autore, ma una coppia di amici che percorrono una strada insieme, a prescindere da dove conduca.

Avete mai mandato dei libri al Macero? Che cosa ha rappresentato per voi?

Certo che sì. 42 anni e quasi 900 titoli pubblicati. Sono tanti i libri finiti al macero, tonnellate.
Un momento drammatico, ci vuole sempre un po’ di tempo per riprendersi dopo il macero. Senti di aver fallito, di aver sbagliato ma non capisci mai in che cosa. Per te era un libro unico, speciale e invece è stato un flop totale. Ma se non facessimo questo, dovremmo investire migliaia di euro in magazzini. Poi ci rifletti, ma se non l’ho venduto in 20 anni non posso conservarlo a vita.
Aggiungiamo che negli ultimi anni, per risparmiare, si stampa su una carta di qualità pessima, dopo 2/3 anni i libri diventano gialli, sembra che abbiano 50 anni.

L’emergenza della carta e l’impatto sul pianeta

L’emergenza della carta, per prezzi e disponibilità, il pesante impatto della pirateria o l’avvento degli ebook, ha inciso o sono solo dicerie dei meno informati dei fatti?

Sicuramente l’emergenza carta sta creando non pochi problemi. Tra la difficoltà a reperire carta e i costi che costringono gli editori a mettere il prezzo dei libri sempre più alto sta diventando difficile continuare a lavorare. Riguardo la pirateria, non credo che incida più di tanto. Il lettore viene in libreria, non va a guardare se esiste in ebook o un qualche altra forma meno lecita. In ogni caso, se il mercato si fosse spostato sugli ebook dovremmo venderne milioni, ma non è così. Anche gli ultimi dati americani, dicono che il mercato ebook è sceso rispetto al libro.

Come salvare i libri dal macero

Avete dei suggerimenti da condividere per salvare i libri da Macero?

Quando si lancia una campagna di questo genere spesso si rimane indifferenti. Prima di tutto bisogna capire il perché di questa campagna, perché è necessario far spazio in magazzino o perché dietro c’è una situazione disperata che sta portando un editore alla chiusura?
Per noi è più la seconda, siamo arrivati allo stremo delle nostre forze e il destino del nostro magazzino è segnato, o li salviamo dal macero o dovremo chiudere gli occhi il giorno che verranno a prenderli.
Chiedo alle persone, anche non interessate ai libri, di condividere il messaggio o la notizia, magari tra i loro amici, o contatti social, c’è qualcuno che ama i libri ed è disposto ad acquistarne qualcuno.
Noi abbiamo fondato anche una libreria 3 anni fa, e abbiamo deciso attraverso di essa di salvare migliaia di libri dal macero. Tante persone vengono da noi e ci dicono: “devo svuotare la casa dei miei genitori, o della nonna, o della zia, ci sono un sacco di libri e non me ne faccio niente, sapete a chi possiamo darli prima di buttarli?” e noi: “certo, veniamo a prenderli noi”!
All’inizio avevamo provato a regalarli, ma non abbiamo avuto grande riscontro, adesso abbiamo creato un angolino con un carrello davanti alla libreria, 1 libro € 1,50”.  Obiettivo raggiunto: stiamo salvando tanti libri, la gente li compra a decine.

Anche se costretti a chiudere vorremmo lasciare un grande ricordo di noi: i nostri libri.

SALVATE IL NOSTRO MAGAZZINO E LA NOSTRA STORIA!

Commenti (2)

  • Buongiorno, amo leggere roman?i di qualsiasi genere e la mia libreria è piena di libri. Sono stato un anno a Milano per motivi familiari e li , da un venditore ambulante, ho achuistato una trentina di libri fra questi ci sono romanzi di Modignani Casati. Così ho potuto scoprire questa grande scrittrice milanese.

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