SCUSA SE TI CHIAMO STRONZO: TUTTA LA VERITÀ SU COME RAGIONANO GLI UOMINI

Scritto da Mimom Mag il .

Scusa se ti chiamo stronzo: un libro di Mirko Spelta dedicato a tutte noi donne. Un “regalo amaro” che fa riflettere, incazzare e forse sorridere il mondo femminile, ma che allo stesso tempo mette nero su bianco la profonda diversità di pensiero tra uomo e donna.

Abbiamo deciso di pubblicare il primo capitolo del libro “Scusa se ti chiamo stronzo” per dare un assaggio sulla meccanica del pensiero maschile secondo Mirko e per giungere alla conclusione che l’uomo e la donna non potranno mai essere sulla stessa lunghezza d’onda. Per far funzionare la coppia non resta che mettere da parte paranoie e “pippe mentali” e lasciarsi andare ad una reciproca comprensione. Un libro che svela tutta la verità su come ragionano gli uomini.

Se ti ritrovi in queste parole, questo libro fa per te!

“Dedicato alle donne che non smettono di avere il coraggio di innamorarsi, che qualsiasi cosa succeda continuano a dare tutto, a quelle che preparano ancora la cena pensando a noi e, se le guardi bene, da vicino, quel mezzo sorriso lo puoi quasi vedere. A quelle che la mattina mettono le nostre camicie, magliette, pigiami, per continuare a sentirci addosso. A tutte quelle che ci credono ancora, nonostante le delusioni e i limiti della natura maschile, per scelta, per vocazione, per istinto, perché in qualche parte dell’anima sanno che è giusto così. E hanno ragione. A quelle che si vestono, si pettinano e si truccano anche quando stanno a casa, solo per noi. Alle sognatrici, che piangono e che tremano, che vivono con noi e di noi. Alle realiste, che restano costi quel che costi.  A coloro che perdonano e che, quasi sempre, non meritiamo. A quelle a cui non bastiamo mai. A quelle che magari non capiscono e soffrono, ma accettano. Ma anche a quelle che non giocano, non fingono e non recitano. Alle donne che non sono capaci di nascondere quello che provano e affanculo tutto. A quelle che amano, che sbagliano, ma continuano ad amare.

Questo libro è per tutte voi, perché più passano gli anni e più mi convinco che senza di voi, semplicemente, la vita non merita di essere vissuta.”

Grazie.

Mirko

Mirko Spelta

Cosa ci ha incuriosito di “Scusa se ti chiamo stronzo”

Appena Mirko ci ha inviato il testo, stavamo facendo altre 10 cose ed eravamo molto prese. Ci siamo fermate un secondo per capire cosa avevamo davanti gli occhi. Beh, abbiamo lasciato in sospeso qualsiasi cosa avessimo sotto mano e letto tutto d’un fiato il primo capitolo. Siamo cadute ed inciampate su ogni parola. Ogni concetto viene descritto in modo crudo e diretto. Mirko racconta il rapporto uomo-donna, il mondo dei pensieri femminili contorti e complicati, dei pensieri maschili semplici ed elementari. Del desiderio e dell’istinto sessuale. Con “Scusa se ti chiamo stronzo” Mirko offre a tutte le donne uno spaccato chiaro, ironico e reale della vita di coppia.  

Curiose?

Sicuramente lo sarete come lo siamo state noi!

Ecco a voi il primo capitolo.

SCUSA SE TI CHIAMO STRONZO

Parte Prima

Il corpo

Il cervello non è sexy

“Ci sono alcune amare realtà che riguardano la sessualità maschile e le regole che ne governano il funzionamento: punti di vista difficili da accettare per una donna, ma che è utile conoscere per regolarsi di conseguenza. Cominciamo subito con quella che è forse la più spinosa, ma che è tanto detestabile quanto vera.

Mentre per una donna è importante che un uomo sia affascinante, brillante, coinvolgente, che sappia attirare l’attenzione, e anzi il fatto che sia colto, anche più di voi, e intelligente lo rende desiderabile, anche sessualmente, tutto questo, incredibilmente, non vale per l’uomo.

Per un uomo non c’è alcuna correlazione tra l’intelligenza femminile e il desiderio sessuale, né in senso positivo né in senso negativo; sono due cose che non c’entrano nulla, come la fame e un quadro di Picasso, o la sete e un’autostrada.

Purtroppo – o per fortuna di chi non è proprio un fulmine di guerra – nel mondo maschile l’attrazione fisica è comandata da una serie di stimoli tra i quali non è compreso l’apprezzamento per l’intelligenza.

Intendiamoci, non è che l’intelligenza non venga mai apprezzata, anzi; ma si tratta proprio di due piani differenti. Il maschio apprezza l’intelligenza nel momento in cui valuta se voler intraprendere o meno un rapporto serio e continuativo, quando decide, con tutta la sua calma o, per meglio dire, lentezza, se vuole lasciarsi andare sentimentalmente e innamorarsi: tranquille, quindi, la speranza che non vi si valuti soltanto per quanto è sodo il lato “B” o per la taglia del reggiseno è ancora viva. Ma tutto questo non ha nulla a che vedere con l’istinto sessuale che purtroppo, nel maschio, è la cosa che si manifesta per prima.

L’attrazione maschile, in un certo senso, è decisamente “democratica”; usando un’espressione presa in prestito dalla politica, potremmo dire che è “a suffragio universale”: un uomo è sessualmente attratto da un insieme di impulsi che ogni donna, di qualsiasi ceto sociale, di qualsiasi origine culturale, di qualsiasi etnia e colore è in grado di inviare: è attratto dagli stimoli che colpiscono i cinque sensi.

Un maschio è un po’ come il cane con la pappa: è attratto dai colori, da profumi gradevoli e da sapori piacevoli. Vi gira intorno, o meglio vi ronza intorno, vi studia, vi annusa, e aspetta di capire le reazioni dell’ipotalamo ai messaggi che gli arrivano; è un po’ come l’ape che si avvicina al fiore. Da questo punto di vista la storia della natura umana non è poi tanto cambiata nonostante milioni di anni di evoluzione; ora camminiamo a due zampe e non siamo più coperti di pelo (dopo il fuoco, la ruota e la penicillina, una delle più grandi invenzioni della storia dell’uomo è la ceretta), ma due labbra rosse che si aprono in un sorriso e uno sguardo intenso attraevano nell’era di Neanderthal, nel Medioevo, nel Rinascimento e attraggono tali e quali anche nell’era dei social network.

C’è una possibilità per tutte, dunque, anche per quelle che non fanno della propria intelligenza un’arma di seduzione.

Chissà, forse anche questo rientra nel più grande disegno del destino secondo cui la razza umana per sopravvivere forte e sana deve mescolarsi il più possibile.

Perciò, quando vedete una di quelle coppie a dir poco improbabili, che a prima vista differiscono in tutto – età, ceto sociale, cultura eccetera – non stupitevi più di tanto. Se le segretarie sognano il capufficio e i ragazzi di ventisei anni le quarantenni in tailleur grigio, in un certo senso è solo un’altra mossa della natura.

Sempre la stessa persona

Dalla notte dei tempi si dibatte di monogamia nel mondo animale.

Anche nel regno animale secondo gli etologi bisogna distinguere tra la cosiddetta “monogamia sociale” (tradotto per gli umani: stessa moglie, ma trombacchio allegramente in giro) e “monogamia sessuale” (al secolo: sempre la stessa minestra).

A quanto pare la maggior parte degli uccelli è sessualmente monogama, mentre nei mammiferi in generale il ruolo dell’allattamento è demandato alla madre e pertanto il maschio, per esempio quel ciccione del leone marino, è libero di accoppiarsi con altre femmine.

Ora, fatta la premessa antropologica, più che altro per dare un certo tono al libro, credo di poter interpretare un pensiero assai diffuso nel dire che, tutto sommato, della monogamia dei gibboni e dei piccioni ce ne importa fino a un certo punto.

Il tema che ci interessa veramente è la tendenza alla mono o poligamia umana e, in particolare, quella maschile.

Ora, qualsiasi essere umano di sesso femminile che abbia superato i dodici anni di età ha avuto modo di sperimentare sulla propria pelle il grande insegnamento che madri, nonne, bisnonne e trisavole tramandano dalla notte dei tempi; l’uomo, tendenzialmente, non sa tenerselo nei pantaloni.

Vediamo di essere chiari fin d’ora su questo punto: è tutto assolutamente vero.

Se vi avesse sfiorato il pensiero di trovare finalmente in una qualsiasi di queste pagine una voce fuori dal coro che rinvigorisca la sempreverde speranza di un innato desiderio di monogamia maschile, be’, avete bussato alla porta sbagliata.

Mi spiace, non posso cambiare lo stato delle cose.

Però quello che posso fare è guardare nel profondo della sacca prostatica, delle gonadi e delle ghiandole seminali e dirvi chiaro e tondo come funziona, come stanno le cose dall’altra parte della barricata, qual è il “problema” e magari cosa fare per metterci una pezza.

Ogni donna, per quanto meravigliosa, brillante, intelligente, simpatica, spiritosa e dolce possa essere, dovrà sempre confrontarsi con un limite invalicabile: è sempre lei, è sempre la stessa persona.

E, sessualmente parlando, questo è un vero problema.

Lo stesso odore, lo stesso sapore, gli stessi occhi e la stessa pelle.

È un problema perché il maschio è “geneticamente programmato” per la caccia, per cambiare preda e distribuire il proprio seme nel ventre del maggior numero di donne possibili; e questa è una cosa che vi fa terribilmente incazzare, lo so.

Ma, per quanto possa seccare ammetterlo, non è colpa sua, è la natura stessa che lo ha costruito così, perché in questo modo la specie umana ha maggiori probabilità di garantire la propria sopravvivenza (né più e né meno del leone marino di cui sopra, o del vostro amato cagnolino che al parco mette in opera un corteggiamento di tre secondi netti; annusa da dietro e poi pronti, via, tric e trac, sorry).

È la natura pura e semplice, che a volte è generosa ma altre volte è estremamente crudele; crea gli arcobaleni ma anche i terremoti, fa cicatrizzare le ferite più profonde ma diffonde le epidemie.

Le donne, al contrario, a livello istintivo e ancestrale sono programmate per accogliere e crescere un feto alla volta, e pertanto tendono a scegliere un partner alla volta, quello giusto, quello che garantirà meglio la riuscita della gravidanza e quindi, in fondo, quello che avrà maggiori probabilità di continuare la specie.

Ma la gravidanza non è che l’inizio della più complessa operazione di perpetuazione della specie; perciò la donna non cerca soltanto il partner più idoneo alla riproduzione, ma colui che la aiuti anche nell’allevamento della prole; insomma, la donna, quando scatta l’orologio biologico, cerca il partner per la vita.

Questa ricerca, tuttavia, si scontra inesorabilmente con l’istinto maschile, che invece per tutta la vita è guidato verso la ricerca del maggior numero possibile di femmine da fecondare.

Intendiamoci, l’essere umano non è solo istinto e, checché se ne dica, anche gli uomini sono dotati di quelle che si chiamano “istanze superiori”, la razionalità, la capacità di scegliere, i freni inibitori. Perciò non bisogna disperare, ma questo è un altro discorso; per il momento è bene non nascondersi la pura e semplice verità animale: mentre la donna per istinto tenderà a scegliere l’uomo giusto, l’uomo sarà sempre spinto a fecondare più femmine possibili.

Ora, per quanto vi faccia incazzare, è decisamente più saggio combattere il nemico guardandolo in faccia piuttosto che far finta che non esista.

E quindi come si fa? Come ce lo teniamo questo benedetto uomo senza dover abbassare la testa ogni volta per riuscire a passare da una stanza all’altra di casa?

Fortunatamente, nella distribuzione dei talenti e delle capacità, il buon Dio, che ha creato questo insanabile conflitto, ha anche concesso alla donna le armi che le servono per far fronte a questa difficoltà.

Le parole d’ordine sono due: tenere alta la guardia e cambiare. C’è così tanto da dire che forse vale la pena parlarne separatamente.”

Curiose di andare avanti con la lettura? Cosa ne pensate?

Beh, ora avete letto il primo capitolo del libro. Siete curiose di leggere il resto? Noi si! Ormai ci siamo dentro! Se avete ancora voglia di avvelenarvi l’animo e allo stesso tempo di scoprire come riuscire a trovare un equilibrio che secondo Mirko possa aiutare la coppia a mantenere alta l’asticella, vi consigliamo di leggerlo tutto!

Per acquistare “Scusa se ti chiamo stronzo” basterà cliccare qui!

E non dimenticatevi di farci sapere la vostra! Noi siamo qui, pronte ad leggere i vostri commenti. C’è chi lo amerà, chi lo odierà e chi si troverà spiazzato.

A voi il giudizio!

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