UGUAGLIANZA DI GENERE: EDUCHIAMO I NOSTRI BAMBINI

Scritto da Mimom Mag il .

Uguaglianza di genere: tema purtroppo ancora molto attuale. Lydia e Mila, conduttrici del podcast “Mamma Bastarde” ospitano oggi Gabriella Fiore, educatrice in una scuola d’infanzia per parlare insieme di questo argomento.

Mamme Bastarde #12 – 3 novembre 2020

Per ascoltare il podcast, clicca QUI!

 

Prima di immergerci nel tema crediamo sia essenziale definire il termine. Per uguaglianza di genere si intende la parità tra sessi. Gli stessi trattamenti, le stesse opportunità, le stesse risorse, le stesse indipendenze su tutti i fronti. Da quello lavorativo, a quello sociale, da quello professionale a quello educativo. Tutti gli individui devono essere trattati alla stessa maniera, senza alcuna discriminazione e differenza.

Uguaglianza di genere: quando educare i bambini alla parità?

La domanda vien spontanea. Da quando possiamo cominciare ad educare i nostri bambini ad una parità di genere? Tra i due e i tra anni i bambini iniziano ad associare ruoli e comportamenti e quindi cominciano a notare delle vere e proprie differenze fisiche. Mettono insieme molte informazioni cercando di capire il mondo attraverso indizi e preferenze. Quindi già da questa età sarà possibile introdurre l’argomento.

Uguaglianza di genere: argomento non scontato. Parola all’educatrice!

Ospite speciale del podcast odierno, l’educatrice d’infanzia Gabriella Fiore. Gabriella lavora quotidianamente a stretto contatto con tantissimi bambini provenienti da molte famiglie diverse, pertanto potrà raccontarci le sue impressioni e il suo punto di vista riguardo questo argomento per niente scontato.  “Parlare di uguaglianza per me vuol dire rievocare il lavoro quotidiano che faccio di smantellamento delle piccole strutture che già si vedono emergere tra i tre e i sei anni. La questione principale credo che sia proprio in questo “non essere scontato” nel senso che questo tema è proprio dato per scontato. E questo porta spesso ad abbassare la guardia e a sdoganare comportamenti e atteggiamenti che sono magari frutto di stereotipi su cui probabilmente la nostra generazione non ha lavorato abbastanza.  E per questo sono lì ed agiscono da veicolo nell’apprendimento implicito del bambino”.

Gli educatori vedono riflesso questo atteggiamento nell’espressione del gioco e nella relazione tra bambini stessi. E dunque come afferma Gabriella, ” il primo nodo da sciogliere, non è tanto quello che viene detto, quanto quello che viene agito a determinare la creazione di strutture rigide in cui il bambino si sente costretto a incasellare il mondo”.

uguaglianza di genere
Foto di Anna Kolosyuk su Unsplash

La responsabilità dei genitori

I genitori sono e saranno sempre i responsabili dei comportamenti dei propri figli. Gli esempi pratici dovrebbero essere costanti e incisivi nell’insegnare ai bambini che entrambi, maschietti e femminucce, hanno gli stessi diritti e le stesse opportunità. Portiamo un esempio pratico: la gestione familiare. La redistribuzione pratica del lavoro domestico al 50%  potrebbe diventare un obbiettivo educativo. Il papà, oltre che lavorare, fare riunioni, stare al telefono, aiuterà la mamma a stirare, preparare la cena e pulire la cucina. Allo stesso modo la mamma potrebbe partecipare a riunioni lavorative, meeting, corsi e quant’altro. E come accennato in precedenza, i bambini seguiranno molto di più gli esempi pratici rispetto ad insegnamenti verbali pertanto, è compito dei genitori dimostrare loro attraverso piccoli gesti che tra maschio e femmina non esiste differenza.

parità di genere

Questo dovrà essere una priorità educativa assoluta! Non si dovrà mai perdere occasione per ricordarlo e dimostrarlo. Perché più i nostri atteggiamenti saranno incisivi e determinati, più i nostri bambini cresceranno maturi, equilibrati e senza pregiudizio alcuno. E allora come possiamo educare i nostri figli alla parità di genere?

Come insegnare ai bambini l’uguaglianza di genere

Vediamo ora in che modo possiamo trasmettere ai nostri figli la parità di genere:

  • Piccoli insegnamenti e messaggi diretti
  • Aiuto nelle faccende domestiche da entrambi i figli
  • Insegnare il rispetto
  • Imparare a dire di no
  • Rispettare il proprio corpo

Piccoli insegnamenti e messaggi diretti

Oggi purtroppo queste differenze, che ci piaccia o meno, esistono ancora. Bambini che non “accettano” femminucce quando si gioca una partita di calcio, o che hanno atteggiamenti esclusivi quando giocano con i soldatini. O al contrario, bambine che credono che le bambole non interessano ai maschietti. Ciò che noi per primi consideriamo dei gesti normali, di fatto non lo sono. Pertanto proprio qui è necessario l’intervento del genitore con annessa spiegazione: non c’è nulla di male se una bimba gioca a calcio o se un bimbo ha voglia di giocare con le bambole. Così facendo si dimostra che entrambi possono fare le stesse cose, senza alcuna differenza. 

Aiuto nelle faccende domestiche

Permettiamo ai maschietti di essere attivi e partecipi anche nei lavori domestici. Quindi impegniamoci a coinvolgerli alla stessa maniera in cui coinvolgiamo le nostre bambine. E, qualora avessimo solo dei figli maschi, a maggior ragione, facciamoli sentire utili. Saranno felici di aiutarvi a sistemare, preparare o pulire la casa.

Insegnare il rispetto

Anche se nella vita familiare si rispettano determinate regole e abitudini, il mondo è pieno di ignoranza, intolleranza e pregiudizi. I nostri bambini devono sapere che fuori dalla porta di casa si scontreranno sicuramente con atteggiamenti e culture diverse. Potranno vivere momenti di esclusione, potranno essere presi in giro e potranno essere presi di mira. Insegniamo loro a difendersi sempre rispettando il prossimo, ma senza mai farsi calpestare dal giudizio altrui.

Imparare a dire di no

Fondamentale. Ogni individuo può decidere per sè. Ogni individuo ha diritto a decidere per sè. Negli ultimi anni, il movimento Me Too  ha riportato alla luce questo argomento, legato però alla molestie sessuali e alla violenza sulle donne. Le donne come anche gli uomini, devono imparare che piacere e compiacere non è di vitale importanza, al contrario, rifiutare determinate richieste o proposte, rinforza l’individuo e lo rende degno.  Bisogna imparare a dire di no anche se il rifiuto comporta dispiacere o delusione negli altri.

Rispettare il proprio corpo

Il corpo dei bambini deve essere rispettato fin dall’infanzia. Dal cambio pannolino, dal bagnetto e da tutte quelle attività che comportano un contatto con il corpo. Ogni bambino e quindi di conseguenza ogni adulto è proprietario e responsabile del proprio corpo.  E questa deve essere una delle prime regole da insegnare non appena possibile. Se il bambino non ha piacere a tenere la mano ad una persona, a stare in braccio a qualcuno o anche a dare un bacio a chicchessia, bisogna rispettarlo. E questo rispetto deve continuare per tutta la vita.

Questi sono alcuni suggerimenti per insegnare ai nostri bambini la parità di genere, ma più ci impegneremo nel trasmettere questi messaggi, più i nostri figli vivranno sani e liberi da pregiudizi. Quindi anche se fin ora pensiamo di non aver fatto abbastanza, non è mai troppo tardi per continuare o cominciare!

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