Babysitter in regola

BABYSITTER IN REGOLA? MODALITA’,VANTAGGI E RISCHI

Babysitter in regola: ecco tutte le informazioni che dobbiamo sapere quando troviamo la tata giusta per i nostri figli. L’Avv. Bortolotti, intervistato dalla vlogger AllegraLu, ci spiega in dettaglio.

Come prima cosa confermiamo il fatto che mettere in regola la babysitter apporta tantissimi vantaggi alle famiglie come per esempio: responsabilità, tutela e copertura assicurativa in caso di infortunio. Questi sono fattori fondamentali che spesso le famiglie tendono a dare per scontate, ma che in realtà sono la base di un rapporto di lavoro regolare e di certo non di un lavoro in nero.

Come mettere in regola la tata

Una volta che abbiamo valutato e deciso la persona giusta a cui affidare i nostri bambini, se decidiamo di assumerla in prima persona possiamo allora mandare la famosa lettera di assunzione, lettera che riporta tutte le mansioni verbalmente concordate con la parte. Nella lettera di assunzione, che potete scaricare qui, vengono riportati i dettagli della collaborazione come l’orario lavorativo, i giorni di ferie, la malattia e la retribuzione.

La cosa che non tutti sanno e che su questa lettera si possono indicare in maniera approfondita tutte le mansioni che abbiamo stabilito e modulato.

Assumere in forma diretta la lavoratrice, non è l’unica soluzione possibile. La famiglia può decidere le modalità di assunzione in base alle proprie esigenze personali.

baby sitter in regola

Babysitter in regola: soluzioni possibili

Le soluzioni per regolamentare l’assunzione di una tata possono variare. Riportiamo qui le opzioni oggi esistenti:

  1. Contratto Collettivo Nazionale del lavoro domestico. Le tate rientrano in questa tipologia di contratto e possono essere assunte o a tempo determinato o a tempo indeterminato.
  2. Il libretto di famiglia. Se la tata lavora saltuariamente presso la vostra famiglia e quindi non in maniera costante e continuativa, la si può regolarizzare utilizzando il libretto di famiglia dell’INPS.  Libretto previsto per rapporti occasionali, utilizzabile solo da persone fisiche e registrate al portale INPS.
  3. Agenzie specializzate. La famiglia può rivolgersi ad agenzie specializzate in servizi baby-sitting pagando in maniera indiretta la lavoratrice, che in questo caso viene assunta direttamente dall’agenzia.

Una volta individuata la modalità di assunzione il gioco è fatto e la famiglia può dormire sonni tranquilli perché come precedentemente accennato, ci sono moltissimi vantaggi e tutele nella regolamentazione contrattuale.

I vantaggi del contratto a tempo indeterminato

Per quanto riguarda il contratto collettivo nazionale del lavoro domestico, se questo viene stipulato a tempo indeterminato i vantaggi del datore di lavoro sono diversi. In primis, la legge italiana tende a tutelare il datore di lavoro con una copertura assicurativa INAIL nei confronti del lavoratore. L’assicurazione prevede la copertura infortuni nel tragitto casa-lavoro e viceversa e durante le ore lavorative.

In aggiunta, fino ad un massimo di 1549,37 Euro, il datore di lavoro ha la possibilità di detrarre in dichiarazione dei redditi, i contributi previdenziali e assistenziali versati per la lavoratrice. Ma non solo, se il contratto è stato stipulato a tempo indeterminato, ci sono ulteriori vantaggi. Rescissione del contratto senza giustificare la causa, contributi più bassi e ferie e malattia flessibili. Insomma rispetto alle altre soluzioni questa è la più conveniente.

Babysitter non in regola: i rischi

Ovviamente anche le altre soluzioni hanno dei vantaggi che tutelano il datore di lavoro e al tempo stesso la lavoratrice. Al contrario, stipulare verbalmente una collaborazione senza ufficializzare la posizione risulta davvero rischioso. Quali sono i rischi?  Tantissimi.

Come prima cosa si rischia la denuncia della lavoratrice all’ispettorato del lavoro per ottenere tutto quello che le era dovuto e non le è stato pagato. Per esempio, contributi, ferie, tredicesima, tfr, permessi e altro. In più, oltre a questa ipotesi ci sarà una doppia sanzione dovuta ai seguenti fattori:

  1. Il datore di lavoro ha omesso la comunicazione di assunzione all’INPS e sarà costretto a pagare una sanzione che oscilla tra i 200 ai 500 Euro per lavoratore.
  2. Il datore di lavoro ha assunto in nero non facendo l’iscrizione all’INPS. Questa sanzione, conseguente alla prima, può essere molto salata in quanto prevede una sanzione che oscilla dai 1500Euro ai 12000Euro per ciascun lavoratore in nero.

Insomma, diciamo che il gioco non vale la candela!

Per avere maggiori dettagli riguardo i vantaggi, i rischi e le modalità di assunzione potete ascoltare l’intervista con l’Avv. Bortolotti e se avete bisogno di una consulenza privata, potrete tranquillamente contattarlo qui!

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