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Figlio unico

FIGLIO UNICO: ERRORI DA EVITARE

Figlio unico: come crescere un bambino senza cadere in errori che potrebbero causare atteggiamenti dannosi.

La pedagogista Marta Stella Bruzzone, intervistata dalla Vlogger AllegraLu, ci invita a seguire alcuni consigli educativi su come crescere un figlio unico senza “viziarlo” e senza ricorrere a strategie di sopravvivenza che potrebbero causare atteggiamenti sbagliati.

Figlio unico: siamo noi che lo viziamo!

La paura più grande di tutti i genitori è quella di pensare ad un figlio unico ed aver paura di “viziarlo”. Come? Beh, facilissimo direi, basta lasciarsi trasportare dalle richieste dei piccoli e in un attimo il “voglio” si trasforma in un ordine al quale il genitore, per evitare capricci e storie, risponde con un “si”, accontentando ogni sua semplice richiesta, anche quelle assolutamente non necessarie.

Questo non vuol dire che tutti i figli unici sono viziati, egocentrici, egoisti o narcisisti, perché il figlio unico non va etichettato come tale.  La “sindrome del figlio unico” non esiste, siamo noi che l’abbiamo generata e pensata.

Figlio unico: errori da evitare

Avere un solo figlio non vuol dire assecondare tutte le sue richieste e inondarlo di attenzioni. Non vuol dire ricoprirlo di regali. Non vuol dire dover per forza occupare ogni minimo attimo della giornata per farlo sentire meno solo. Tutto il contrario: bisogna saperlo capire, bisogna saperlo ascoltare, bisogna saperlo educare seguendo degli atteggiamenti educativi che noi genitori, in primis, dobbiamo fissarci.

E quindi a cosa dobbiamo fare particolare attenzione per non cadere in errori dannosi?

  1. Stare attenti a non proiettare troppe attenzioni
  2. Non creare nel bambino delle aspettative
  3. Non anticipare le richieste
  4. Non far intendere che tutto sia scontato
  5. Non trasformare ogni “voglio” in un si

Iper protezionismo

I bambini sono come gli uccellini. Hanno bisogno di esplorare, cadere, farsi male, ed infine imparare. Un eccesso di protezione crea in loro l’ effetto contrario a quello che ogni genitore desidererebbe: insicurezza, dipendenza e poca autostima. Esattamente il contrario di quello di cui avrebbe bisogno un bambino: sicurezza, indipendenza e stima di sé stesso. Fattori essenziali per un sano equilibrio psicologico.  L’inibizione all’ esplorazione e la paura di “camminare da solo” danneggiano gravemente il bambino a tal punto di creare paure ed ansie che si porteranno dentro tutta la vita.

Dare e pretendere troppo

Sia noi genitori che le persone che circondano i nostri figli, dovrebbero fare molta attenzione a non confondere l’affetto con il “dare”. Dare troppi regali, dare troppe attenzioni, dare troppe colpe, dare troppa responsabilità e pretendere troppo. Sbagliato! Tutto va quantificato e va analizzato, altrimenti si rischia di confondere i sentimenti del bambino e passare messaggi sbagliati.

Attenzione, affetto e relazioni sociali

Dimostrare affetto e dare attenzioni a nostro figlio non vuol dire inevitabilmente viziarlo. Possiamo passare del tempo di qualità con lui, giocando assieme, uscendo assieme o semplicemente organizzando un pomeriggio in compagnia di altre mamme con altri bambini piccoli. Il figlio unico non è solo, perché ci sono la mamma, il papa, gli zii, i nonni, gli amici e tante persone che gli vogliono bene. Tutto sta a noi e ai rapporti sociali che costruiamo attorno a lui. Impariamo a farlo partecipare ad attività extra-scolastiche, a corsi, andiamo al parco con altri bimbi, invitiamo piccoli amici a giocare in casa, ma sempre senza esagerare. In tal modo il bambino si sentirà in compagnia e godrà delle relazioni che fin da piccolo è stato abituato a tessere.

Cresciamo i nostri figli con sani principi

Impariamo a crescere i nostri bambini con sani principi, prendiamoci cura di loro e del loro futuro, insegniamo loro ad essere consapevoli che nella vita tutto va fatto con impegno e dedizione, con duro lavoro e con tanta fatica. Nulla è scontato e nulla è dovuto. Solo così potremmo crescere un figlio unico non viziato.

Se siete curiosi di sapere il punto di vista della pedagogista Marta Stella Bruzzone del Blog “Mammechefatica”, basterà ascoltare le sue parole.

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