MAMMA LAVORATRICE AUTONOMA: SI O NO? CHIARA SI RACCONTA

Scritto da Mimom Mag il .

Mamma lavoratrice e libera professione: rimboccarsi le maniche e passare da un lavoro dipendente ad un lavoro autonomo. Oggi leggiamo la storia di Chiara, neomamma e traduttrice.

Mi chiamo Chiara e sono mamma e traduttrice. In realtà prima traduttrice e poi mamma. Anche io ho una storia simile a quella di Sara e sono una mamma lavoratrice: ho partorito a febbraio 2020 e già da alcuni mesi, pur essendo in maternità a rischio come dipendente, avevo deciso che avrei iniziato la libera professione: traduttrice dal tedesco e dall’inglese in italiano.

Libera professione e flessibilità: rimbocchiamoci le maniche

Mio marito fa un lavoro che lo porta a stare fuori tutto il giorno e quindi la libera professione mi avrebbe resa più flessibile in preparazione a qualcosa che ti rende flessibile per forza. Perciò, superato il periodo delle nausee assistita dal mio leone da balcone (leggi: gatto), mi sono rimboccata le maniche per ritornare a quello che avevo studiato qualche anno prima. Ho riallacciato i vecchi contatti, mi sono iscritta a un’associazione di categoria e ho seguito dei corsi per “darmi una rispolverata”.

Mamma lavoratrice autonoma: i primi risultati…

Ho mandato un sacco di email. Davvero. E pian piano i primi lavori hanno iniziato ad arrivare. Ricordo che ero davvero elettrizzata – quasi spaventata – quando ricevevo un’email con scritto “Ti abbiamo assegnato il lavoro” e, man mano che la pancia cresceva, anche le mie speranze per il 2020 diventavano sempre più grandi. Ero davvero contenta e anche il giorno prima del cesareo programmato ho fatto un test di traduzione (poi non superato, quindi voi siate più furbe e non sopravvalutate le vostre capacità il giorno prima di partorire: siamo bravissime, ma non infallibili), sapendo che dopo i tempi sarebbero stati molto diversi. Scherzando avevamo parlato di questo virus cinese che ogni tanto si sentiva al telegiornale.

L’arrivo del mio bambino e l’inizio della pandemia

Andrea è nato a inizio febbraio, poi tutte sappiamo quello che è successo.

Il silenzio e il vuoto intorno.
La paura e la disperazione.
L’isolamento e le quarantene di mio marito.

Il tutto moltiplicato per due: avere un bimbo senza potermi confrontare con nessuno e un marito che per lavoro non poteva rimanere a casa in smart working, unito a una mazzata incredibile a livello lavorativo. A marzo 2020 ho fatturato 190 euro, ad aprile 31 euro e a maggio ben 25 euro.

La paura di aver sbagliato scelta

Ho avuto il terrore di aver fatto una stupidaggine: avevo lasciato un lavoro a tempo indeterminato, mi ero buttata in qualcosa di più grande di me, questa pandemia non sarebbe mai passata. Il tutto condito dai classici sensi di colpa materni per il Tony Manera in miniatura che dava il meglio di sé soprattutto di notte: non gli dedico abbastanza attenzione, dovrei essere più presente, e chi più ne ha più ne metta.

Mamma lavoratrice freelance: forza e tenacia da vendere

Poi pian piano le cose sono ripartite, non ho mai smesso di fare marketing e di stringere contati, leggere, propormi e questo ha ripagato i miei sforzi: a settembre di quest’anno ho “festeggiato” il raddoppio dei ricavi dell’anno scorso!

Per me la libera professione ha rappresentato la chiave di volta in un ménage familiare dove sarebbe stato difficilissimo conciliare il lavoro da dipendente con quello di mio marito e le (imprevedibili) esigenze di un bimbo piccolo.

Mamma lavoratrice freelance: faticoso ma soddisfacente!

Faccio fatica? Tantissima. E se avessi continuato da dipendente? Altrettanta. Ma la soddisfazione di essere arrivata qui a raccontarlo è grande: poter stare insieme a mio figlio la mattina prima di andare all’asilo (quando ci va: una settimana su due è religiosamente dedicata alle candele al naso e alla tosse) senza fretta, giocando e rispettando i suoi ritmi è impagabile. Vedo che è contento e lo sono anch’io.
Se la mattina c’è bel tempo e non sono oberata di progetti, il tepore del sole sulla pelle durante una breve passeggiata è tutto mio. E anche questo è impagabile.

Il mio consiglio a tutte le mamme

Posso darvi un consiglio? Circondatevi di persone vi sostengano nella vostra scelta e fate in modo di avere un “paracadute” a livello economico per un po’ di tempo, così toglierete un po’ di stress a quei primi mesi che son già abbastanza rocamboleschi tra libera professione e professione mamma.

E adesso?

Se chiedete a mio marito, vi dirà che il 2022 è l’anno in cui triplicherò i mie ricavi (dicevamo dei sostenitori?). Chi lo sa? Tentar non nuoce!

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