RIPARTIRE DA TE: TORNARE A LAVORO DOPO LA MATERNITÁ, MA COME?

Scritto da Sara Fiorentino il .

Tornare a lavoro dopo la maternità? Si o no? Molte donne decidono di dedicarsi ai figli, altre sentono la necessità di riprendere la propria vita professionale in mano. Come gestire il tutto con dei bambini piccoli? Ne parliamo oggi con la nostra digital coach Sara!

“Io voglio solo fare la mamma”. É quello che ho pensato io ed è quello che pensano tantissime mamme non appena il congedo è in scadenza. Iniziamo a pensare, se siamo dipendenti, a quanto prenderci di maternità facoltativa o a quante ore di allattamento chiedere. Se, invece, siamo imprenditrici o mamme freelance, iniziamo a fare i conti e i salti mortali su quante ore dedicare al lavoro, dove lavorare, quali progetti scegliere.

Rientrare a lavoro dopo la maternità: non solo senso di colpa!

Questa perdita di motivazione nel rientrare a lavoro dopo la maternità è normale e, chi più, chi meno, avverte questo sentimento. Non si tratta solo del senso di colpa di togliere tempo ai figli per noi ma di tantissimi altri fattori. Ti riconosci ad esempio in alcuni di questi sentimenti che emergono quando una mamma torna a lavoro?

  • L’ambiente in cui lavori non ti piace
  • Il lavoro che fai non ti appassiona
  • Non sai a chi affidare il bambino o sei obbligata a lasciare tuo figlio in un contesto che non ti convince
  • Il gioco non vale la candela, non sei pagata abbastanza per rinunciare al tempo con il tuo bambino
  • Hai perso motivazione e fiducia nelle tue possibilità
  • Temi di non essere più così concentrata, produttiva ed efficiente come prima

Ci abbiamo preso?

Lavoro e maternità: affrontiamo questi sentimenti!

Oggi allora vediamo come affrontare questi sentimenti in modo proattivo. E questo è proprio il primo punto:

1 – Riconosci cosa non va e lavoraci su!

Siamo sicure che la motivazione non è esclusivamente che vuoi rimanere il più tempo possibile con i tuoi bambini. Questo accomuna un po’ tutte. Sappiamo bene che l’infanzia dura poco e vorremmo goderci i nostri piccoletti il più possibile.
Quante persone rimpiangono di aver sprecato anni dietro una carriera mai realizzata e di aver rinunciato al tempo con i loro bambini, ormai cresciuti? A volte quando sentiamo questo genere di racconti ci diciamo “io non penserò questo, voglio trascorrere più tempo possibile con il mio bambino”.
Cerca allora di capire perché non vuoi tornare a lavorare ora che sei mamma e affronta con energia, creatività e ottimismo una situazione che ora stride.
Pensa ad esempio a delle alternative alla tua carriera. Affronta le cose che non vanno con i tuoi colleghi. Metti in chiaro quanto puoi dare e cosa vuoi in cambio. Inizia a progettare, se è un tuo sogno nel cassetto, una attività autonoma collaterale al tuo lavoro che, magari, un giorno, potrebbe diventare la tua principale fonte di guadagno.

2 – Recupera fiducia in te

La maternità è una soft skill enorme ma questo non ce l’ha mai detto nessuno. Piuttosto, hanno perso tempo a inculcarci di essere madri onnipresenti, poco ambiziose, votate al sacrificio per la famiglia piuttosto che alla realizzazione di noi stesse.
Ma siamo comunque persone no? Questo meraviglioso ruolo di mamme non ci esula dal voler proseguire il nostro viaggio per la felicità, che sono i figli, si, ma non solo. Datti il tempo allora di integrare piano piano il tuo essere mamma con il tuo essere donna, senza sentirti di dover scindere queste due figure dentro di te.
Qui abbiamo riassunto alcune delle capacità che si acquisiscono e rinforzano proprio durante la maternità, siamo certe che riconoscerai di impiegarne alcune (o tutte) con i tuoi figli:

  • Flessibilità
  • Problem solving
  • Creatività
  • Leadership
  • Organizzazione
  • Pianificazione
  • Gestione dell’imprevisto
  • Gestione del tempo
  • Condivisione
  • Collaborazione
Mamme e lavoro
Photo by Renáta-Adrienn on Unsplash

Ora pensaci un attimo: queste qualità non sono le stesse che tutte le risorse umane vorrebbero al momento di una selezione personale? Sì, devi solo riconoscerle a te stessa e saperle valorizzare.

3 – Il coraggio di cambiare lavoro dopo la maternità

In un articolo precedente abbiamo già affrontato il tema di come si fa a cambiare vita, lavoro, ritmi dopo la maternità.
Questo è uno dei punti più essenziali. Meriti di essere felice, di sentirti capace, soddisfatta, realizzata. Forse non è il momento giusto di cambiare, perché ci sono tante spese, l’equilibrio è già precario per il nuovo arrivato e tutta una serie di motivi…ma concediti di iniziare a lavorare al tuo sogno. D’altronde “Rome wasn’t built in a day”, no?

4 – Condividi la tua situazione

Quando sono approdata su Instagram e ho iniziato a parlare di “maternità e lavoro” mi sono resa conto di quante mamme pensavano le stesse cose ma non avevano avuto il coraggio o la spalla giusta per condividerle.
Confrontati con sincerità con le tue amiche, le tue colleghe o le altre mamme della rete, senza il mantello della mamma eroina, perché alla fine non c’è una medaglia, ci sei solo tu. Sicuramente troverai degli. “Anche io”, “Capita anche a te?”. Condividere fa bene, sempre.

5 – Risorse a supporto

Persone felici
Photo by Simon Maage on Unsplash    

Per ripartire con il piede giusto e tornare a lavoro dopo la maternità servono una serie di risorse. Non sono tutte fondamentali ma possono aiutarti a gestire al meglio questo rientro:

  1. I Plan: puoi pianificare i pasti, la gestione della casa, le ore di lavoro e i progetti da seguire, le attività del tuo bambino e chi lo seguirà durante la settimana. Se pianificare ti aiuta a sapere che hai tutto sotto controllo e ti fa arrivare dritta al weekend senza stress, è l’ora di scegliere il piano che fa per te.
  2. Le persone: circondati di persone positive e allontana o, se non si può, argina, le persone che ti buttano addosso negatività e sensi di colpa. Il mio cervello oramai ha un “filtro self-care” che al primo allarme di commento negativo o colpevolizzante si attiva e spegne l’udito. Io so cosa sto facendo, so di essere una mamma imperfetta, di non avere ancora i risultati che vorrei ma anche di amare follemente i miei figli e di essere amata per quella che sono. Questo mi basta.
  3. Le parole: hai presente “invece di dire…prova a dire?”. Ecco, ci sono delle parole che puoi bannare per svoltare la tua negatività in ottimismo e la tua pigrizia in energia. Qualche esempio? Invece di dire “non ho voglia” prova a dire “devo trovare la giusta motivazione”. Invece di dire “non sono capace” prova a dire “non sono ancora capace ma posso mettermi a lavorarci su”.

Se hai bisogno, siamo qui!

 

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