COSLEEPING: DORMIRE NEL LETTONE TUTTI INSIEME, SI O NO?

Scritto da Mimom Mag il .

Cosleeping: una pratica che qui in Italia sembra essere diventata tabù, ma che in altri paesi del mondo è ancora molto diffusa. Co-sleeping si o no? Ne parleremo con Alexis Granelli scoprendo i pro e i contro!

Cosa c’è di più bello che condividere il sonno con il proprio bambino? Quante volte i vostri piccoli si sono intrufolati nel lettone di mamma e papà ed hanno stazionato li tutta la notte? Questa pratica è molto discussa nel nostro paese. Ci sono genitori totalmente a favore e genitori totalmente contrari. Vediamo insieme cos’è realmente il cosleeping e quali benefici e svantaggi che può comportare.

Cosa si intende esattamente per cosleeping e perché è tanto discusso.

Il cosleeping è una pratica che consiste nella condivisione del sonno con un neonato o un bambino. Si tratta quindi di dormire nella stessa camera vicino ad uno o entrambi i genitori, percependone la presenza, piuttosto che dormire nella propria stanzetta. Il bambino viene a contatto sensoriale con il genitore, lo sente e lo tocca. Il bed-sharing invece, presuppone la vera e propria condivisone del letto con entrambi i genitori. Questa pratica è molto discussa per vari motivi.  

Il primo motivo è strettamente legato alla sfera sanitaria. Alcuni operatori non condividono la pratica di bed-sharing in quanto questa pratica potrebbe essere associata ad episodi di soffocamento. La condivisione del letto con un neonato o lattante, potrebbe mettere a rischio la sicurezza e la salute del bambino, associando questa pratica ad un fattore rischio SIDS (Sindrome della morte infantile improvvisa). Pertanto, durante il primo anno, anno e mezzo di vita, si tende piuttosto a incoraggiare la condivisione della stanza ma con letti separati.

Il secondo motivo è prettamente culturale. Secondo la nostra cultura i bambini dovrebbero rendersi autonomi il prima possibile, e quindi dovrebbero dormire da soli nel proprio lettino, ignorando quindi le emozioni. Una cultura che ritiene che accogliere durante la notte il bambino lo porterà a dipendere sempre dalla mamma e non lo renderà indipendente. Si tratta principalmente di un pregiudizio, visto che non esistono prove scientifiche che validino questa teoria.

La teoria comportamentale dell’attaccamento

I primi anni di vita sono caratterizzati dallo sviluppo e dalla crescita psico-fisica. Il bambino, come i cuccioli hanno la necessità e la forte esigenza di stare vicino alla propria mamma, il più possibile. E qui entra in gioco la “teoria comportamentale dell’attaccamento”. Una teoria fondata da John Bowlby per la quale, secondo i suoi studi e i suoi approfondimenti, esistono altre motivazioni per le quali i bambini ( oltre alla ricerca di cibo) si attaccano alla figura materna. Lo psicologo John Bowlby sostiene che si tratta di un sistema naturale che si sviluppa nella prima infanzia ed evolve nel tempo. E’ una questione d’istinto dovuta all’età e alla vulnerabilità.

Come i cuccioli di animali dormono a stretto contatto con la loro mamma, per sentirsi più tranquilli e fuori pericolo, lontano dai predatori, cosi fanno i bambini. E questo attaccamento rappresenterà e si evolverà di conseguenza. Pertanto, un’attaccamento sicuro fornirà una base sicura che permetterà al bambino, una volta cresciuto , di sentirsi adeguato e pronto per esplorare il mondo senza paure. Al contrario, il bambino se non avrà avuto le giuste attenzioni, cure, rassicurazioni, di certo non affronterà la vita con la stessa tranquillità e sicurezza.

Quali sono i vantaggi del cosleeping?

Se analizziamo i vantaggi del cosleeping potremmo sicuramente trovarne tanti sia a favore della mamma, sia a favore del bambino. Vediamoli insieme:

  • Gestire più facilmente le richieste notturne
  • Aumentare l’autostima del bambino
  • Rilassamento del bambino
  • Tranquillità della mamma nel sapere che il proprio piccolo sta bene e dorme sereno
  • Praticità nel gestire i micro-risvegli

Se la pratica del cosleeping è serena e non comporta nessun tipo di disturbo e tutta la famiglia dorme tranquillamente, avete vinto la lotteria!

Cosa succede se questa pratica crea problemi?

Il cosleeping non è sempre tutto rosa e fiori. Avere un bambino nella propria stanza e soprattutto nel proprio letto per piccolo o grande che sia comporta un senso di responsabilità e attenzione che potrebbe causare disturbi del sonno. I genitori sanno che nel lettone c’è il proprio bambino e non possono permettersi di comportarsi come se non ci fosse. Pertanto il sonno risulterà sicuramente più leggero e a volte molto disturbato da calci, spazi insufficienti e quant’altro.

A questo punto, come ci suggerisce Alexis nel video, qualora questa pratica dovesse continuare a portare con sé disagi, siano essi di sonno, preoccupazione o insicurezza, sarebbe meglio rivalutare la nostra scelta. Anche se questa sensazione di malessere si manifestasse ad un solo membro della famiglia.

Come smettere il cosleeping e abituare il bambino al suo lettino

sleep coach come addormentare i bambini

Una volta presa la decisione di smettere la pratica di cosleeping o bed-sharing e intraprendere il percorso opposto, i genitori dovranno avere molta pazienza, regolarità e seguire questo percorso.

Il primo passo è quello di abituare il bimbo a dormire nella sua cameretta e nel suo lettino. Questo first step verrà fatto insieme alla presenza di uno dei due genitori, soprattutto se si tratta di bimbi piccoli. Il genitore in questione dovrà dormire con un materasso sul pavimento accanto al lettino del bambino. Questa fase durerà circa 4/5 giorni, nei quali il genitore accompagnerà il piccolo nell’ambientarsi a questo nuovo spazio.

Il secondo passo consisterà nello spostare il materasso del genitore sempre più lontano dal lettino del bambino, per cominciare un graduale distacco. Dai due anni e mezzo in poi, i genitori potrebbero anche spiegare al proprio bimbo che dormire nel proprio lettino è una cosa bellissima, una cosa da grandi e che mamma e papà dormiranno nel loro lettone e tutti saranno felici e soprattutto riposati!

E’ fondamentale trattare l’argomento con i propri bambini dimostrando eccitazione orgoglio e coraggio! Perché per loro sarà un passo molto importante!

CUORI

Anche voi avete praticato il cosleeping? Vi leggiamo nei commenti. La vostra esperienza potrebbe aiutare altre mamme o papà che si trovano nella vostra stessa situazione o che dovranno affrontare a breve questo passo!

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